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lunedì 6 maggio 2013

Wikipedia: mai criticare la "famiglia"

Come abbiamo più volte dimostrato, Wikipedia italiana è sotto scacco di un gruppetto di amministratori e utenti che impongono la propria volontà fregandosene altamente di principi fondamentali quali la neutralità, l'oggettività, la fruibilità.
Ciò che conta è innanzitutto comandare, poi imporre i propri contenuti e gareggiare a chi esibisce più trofei.
L'enciclopedia e - soprattutto - il lettore/utente che dovrebbe fruirne (e intorno al quale dovrebbe ruotare l'intero sistema di un'enciclopedia concepita per offrire sapere), è all'ultimo posto.
Che sia "pericoloso" criticare l'operato di questa banda di sgherri è scontato, l'abbiamo visto più volte e in modo esemplare con la vicenda di Neperiano, un normalissimo utente che per aver osato votare contro l'allora intoccabile amministratore Piero Montesacro fu pretestuosamente espulso da Wikipedia.

Recentemente ne abbiamo avuta l'ennesima riprova durante l'elezione dell'amministratore IndyJr (screenshot).

Il neo eletto, infatti, in fase di candidatura aveva sollevato qualche perplessità sull'abitudine che si è andata consolidando negli anni di infliggere con eccessiva disinvoltura lunghi blocchi a utenti con una rispettabile e durevole contribuzione wikipediana, anche alla luce del fatto che se i contributori all'enciclopedia scarseggiano è bene tenersi stretti quelli più affidabili piuttosto che lagnarsi poi per la mancanza di "mano d'opera".

L'accostamento al caso di AveMundi, uno degli ultimi blocchi ingiusti che abbiamo documentato è evidente e, com'è facile intuire, le parole di IndyJr non sono affatto piaciute alla "famiglia" e hanno scatenato l'immediata risposta del capoccia Vituzzu (che ha commentato negli "astenuti"), seguita dal piccato voto contrario di M7 (peraltro non motivato com'è consuetudine, ma nessuno si è sognato di chiedergliene conto), proprio uno degli amministratori sceriffi, responsabile di alcune delle più eclatanti "pause wikipediane" di cui abbiamo poc'anzi accennato.

Ma vediamo cosa ha detto esattamente IndyJr per provocare tanta irritazione, ricordando che quanto espone si riferisce al quesito postogli a proposito del suo modo di intendere l'applicazione imparziale delle politiche di blocco, messa al bando e protezione delle pagine:

Penso che se di deve bloccare un vandalo recidivo, che prosegue a vandalizzare ignorando gli avvisi, sia giusto agire con tempestività. Ma se si deve decidere il blocco su utenze non vandaliche, magari con una lunga storia di contribuzione, sia giusto sentire la comunità e a tal proposito sarei per aprire sempre una pagina UP in casi in cui debbano decidere blocchi di utenze non vandaliche magari di lungo corso, come del resto precisato anche nelle politiche di blocco di cui al link di sopra, che ha il vantaggio sia di interessare la comunità del problema sia perché sia facile anche a distanza di anni sapere agevolmente perché quell'utenza fu bloccata. In caso di urgenza per tutelare il progetto è sempre possibile applicare un blocco breve prima di procedere. E sarei anche che una pagina UP resti aperta per almeno uno-due giorni prima di prendere decisioni, così che la situazione possa essere ponderata - come insegnano le procedure di cancellazione, il consenso può cambiare anche radicalmente rispetto a quel che appare nei primi istanti. Non bisogna dimenticare che demotivare valide utenze applicando blocchi ingiusti o affrettati, non supportati da motivazioni adeguatamente ponderate, può essere più dannoso per il progetto di un vandalo che si può agevolmente fermare, mentre una valida utenza che lascia il progetto è un danno irrecuperabile di mancati contributi. IndyJr (Tracce nella foresta) 21:50, 20 gen 2013 (CET)

In sintesi dice semplicemente che, escludendo palesi vandali, prima di "punire" e bloccare utenze esperte sarebbe più giusto sentire il parere della comunità attraverso l'apertura di una segnalazione (la cui procedura, peraltro, è espressamente prevista dal regolamento), che dovrebbe rimanere aperta a tutti almeno per qualche giorno al fine di allargare la base di pareri su cui fondare una decisione così grave e deleteria.
Cosa c'è da criticare? Sono concetti condivisibili da chiunque abbia un minimo di buonsenso.

Ma per Vituzzu quanto scritto dal collega merita queste parole:

La quinta risposta mi ha dato un po' l'impressione di voler "piacere a tutti i costi". Non è assolutamente roba da contro ma mi permetto di alzare la mano e dire "guarda che lavorare bene significa, alle volte, rischiare di scontentare qualcuno". -
-Vito (msg) 13:11, 27 gen 2013 (CET)

Evidentemente Vituzzu ha una lunga coda di paglia e ci regala la lapalissiana teoria che per lavorare bene è talvolta necessario scontentare qualcuno. Ovvio. Il problema di Vituzzu è che la frase "lavorare bene", in linguaggio vituzziano, significa: "mantenere il potere".
E quindi il concetto espresso da Vituzzu è sostanzialmente questo: se vuoi continuare a gestire il potere a tuo piacimento, devi essere pronto a sbattere fuori da Wikipedia chiunque metta in discussione il tuo potere.
Il povero IndyJr, che non capisce un concetto così basilare, diventa quindi, nell'insinuazione di Vituzzu, una specie di ruffiano alla ricerca di popolarità e consenso.

Ma è Pequod (degno cumpariello di Vituzzu) che con il commento qui sotto supera se stesso:

Anche rifacendomi al commento di Vituzzu al proprio voto, avanzo una mini riflessione. Indy parla di "utenze demotivate da blocchi ingiusti". Un "blocco ingiusto" su wp di solito è un blocco su cui si provvede ad alzare la voce. I blocchi su wp sono cautelativi, non sono "giuste" punizioni, magari commisurate a chissà quale reato. Si può parlare di "giustizia" quando si parli di "prove" e "fatti". Piaccia o meno, questioni relative al comportamento degli utenti non sono così nitide. Ed ecco che entra in ballo la questione del "cautelativo". Ci si può a quel punto interrogare sulla posatezza e sull'equilibrio di uno specifico admin. E di qui passare velocemente al gruppo admin nel suo complesso. Una mia veloce (e personale) valutazione è la seguente, più volte ribadita: il gruppo admin di it.wiki è buono, con tendenze all'ottimo: fatto di persone che si preoccupano di agire con coerenza, sicuramente perfettibili (non è un ruolo facile da tenere e da interpretare). Per quanto attiene agli edit sysop, accade lo stesso che accade su una voce: si discute. Io stesso quando fui candidato la prima volta opinai che per blocchi superiori al mese fosse necessario consultare la comunità e condivido l'opinione di Indy sulla opportunità di aprire le segnalazioni, anche come traccia dell'operato, magari con blocchi brevi, "cautelativi". Ma imho non va posta alcuna enfasi sulla "giustizia" dei blocchi: ciascuno avrà la sua opinione, ma la responsabilità "politica" di un edit sysop ricade in definitiva sul sysop, non su un qualche suo "elettorato attivo". I sysop non operano con vincolo di mandato: fanno quello che sentono di fare e, per ipotesi, lo fanno per il bene del progetto. Chiudo ripartendo dall'inizio: si fa molto rumore per blocchi "ingiusti" (dal punto di vista di chi?) e si spendono lacrime per gli utenti bloccati e "demotivati", ma fa molto meno rumore l'utente in buonafede (registrato o meno) che abbandona in silenzio, eventualmente danneggiato e frustrato dall'atteggiamento problematico di tali futuri demotivati. Il primo, che non ha un profilo problematico, non avendo da essere bloccato, lo perdiamo e basta. Dai secondi ci aspetteremo proteste furenti e minacce di abbandono. Ebbene, da utenti "di lungo corso" mi aspetto che sappiano come comportarsi e, conseguentemente, cosa sia un blocco e come prenda piede. --pequod ..Ħ 14:20, 27 gen 2013 (CET)

Pequod non si smentisce e riesce a dire tutto e il suo contrario, offrendo un concentrato di contraddizione e di incoerenza. 

Il suo vero problema è che non si deve parlare di giustizia. Non importa che un blocco sia giusto o ingiusto, l'importante è che sia giudicato opportuno da chi lo commina.
La ragione di questa impostazione è semplice: una segnalazione che diventi una specie di processo, con la partecipazione della comunità, toglie potere alla "famiglia".
Al contrario, i blocchi inflitti per ragioni "cautelari" (e mai più vagliati dalla comunità) consentono alla "famiglia" di gestire il potere senza limitazioni di sorta.

A proposito di "ruffianaggine"... il cumpariello Koji alle 3:33 di mattina non trova di meglio che concordare con l'acuta riflessione di Pequod!

Eh no, Pequod e soci, non è così che funziona.
Wikipedia si è data su un sistema di regole che vuole o comunque ambisce alla reciproca collaborazione e imparzialità (intesa come oggettività e neutralità).
La reciprocità e l'imparzialità presuppongono anche che le decisioni siano giuste ed equilibrate, e l'unica garanzia che lo siano sta nel vaglio della comunità.
Il fatto che alcuni amministratori, al contrario, ignorino un concetto tanto elementare e si arroghino il diritto di decidere a propria discrezione quando, come e a chi applicare le regole, "graziando" gli amici e i propri supporter con scuse a dir poco ridicole, è il vero danno a Wikipedia, che finisce non soltanto per allontanare gli utenti di vecchia data ma anche per scoraggiare gli utenti più novelli.

Se certi amministratori si occupassero di fare quello per cui sono stati eletti, ossia mantenere ordine e pulizia nelle voci e risolvere le questioni tecniche, invece che dedicarsi al chiacchiericcio da comari in chat e al monitoraggio degli interventi di utenti che hanno l'unico torto di non adeguarsi alla volontà e alle opinioni della "famiglia", ci sarebbero meno blocchi, meno malcontenti, meno ingiustizie e tanti utenti in più disposti a collaborare lealmente.

Hai voglia a dire che Wikipedia non è un esperimento sociale: Wikipedia è una società, è una comunità.
La tirannia e la prepotenza l'avvelenano esattamente come e quanto avvelenano qualsiasi altra comunità.

lunedì 24 settembre 2012

Wikipedia: nessuno è Salvo

Continua la guerra di faide e controfaide sulla Wikipedia Italiana, che si combatte a colpi di roll-back (annullamento di inserimenti), cancellazioni di voci, blocchi punitivi, espulsioni, voti di consenso e di dissenso. I campi di battaglia, prima limitati a determinate voci "calde" (storiche e politiche), ora comprendono votazioni (soprattutto candidature e riconferme di amministratori), segnalazioni di problematicità e praticamente qualsiasi voce di qualsiasi argomento, anche i più futili.

A noi non interessa stabilire chi abbia ragione e chi abbia torto, non parteggiamo per gli uni o per gli altri: neri, blu, rossi... complottisti e anticomplottisti... conservatori e riformisti... atei e credenti...

Ci interessa evidenziare, piuttosto, che su Wikipedia Italiana i presuntuosi e i prepotenti la fanno da padrone, interpretando e applicando a proprio piacimento un groviglio di regole e regolette da essi stessi voluto e creato per mettere in difficoltà chiunque rappresenti un ostacolo alla propria sete di potere.

Già, perché man mano che Wikipedia Italiana si è liberata dei complottisti e dei filo-terroristi (grazie anche all'opera - diretta e indiretta - di Wikiperle e di Perle Complottiste), si è venuta a creare una nuova "nomenklatura" (quella che definiamo Wikimafia) che - con il pretesto di proteggere Wikipedia dalle incursioni di vandali, complottisti e revisionisti e al motto di "Wikipedia non è una democrazia" - sta cercando di imporre una specie di oligarchia sull'enciclopedia.

A farne le spese sono innanzitutto gli altri Wikipediani che lavorano in silenzio e quasi sempre nemmeno si accorgono di quanto sta succedendo, finché non gli capita di sperimentare sulla propria pelle l'arroganza e la prepotenza di questi figuri.

Soprattutto, ne vanno di mezzo la qualità e l'obiettività dell'informazione fornita dalla Wikipedia Italiana, e quindi tutti i lettori e i fruitori che dovrebbero costituire la ragion d'essere del progetto (e invece sono costantemente insultati, bistrattati, ingannati).

E a dimostrazione di quanto abbiamo appena (ri)detto, vediamo due casi molto recenti.

Il primo riguarda l'utente Salvo da Palermo.
Si tratta di un utente che contribuisce alle voci relative al Calcio: calciatori, partite, campionati, ecc...
Come ben sapete abbiamo già dedicato alcune WikiPerle a questa materia, proprio perché - non avendo aspetti di natura ideologica - si presta a evidenziare che aberrazioni e prepotenze si verificano anche quando non c'è alcuna giustificazione "politica" e sono pertanto espressione di un potere che mira innanzitutto a proteggere sé stesso.

In sintesi, qualche tempo fa, nell'eterna smania di introdurre regole e cavilli per meglio imbrigliare i contributori, la "comunità" di Wikipedia (ossia alcuni wikipediani che parteciparono a discussioni e decisioni) stabilì i criteri per i quali un calciatore debba essere considerato enciclopedico (link al sondaggio).

Salvo da Palermo era contrario a introdurre questi criteri "matematici": l'enciclopedicità di un calciatore, secondo lui, andava verificata caso per caso.
Non gli si può dare torto: se si stabilisse, ad esempio, il criterio che 10 partite in nazionale sono indispensabili per essere enciclopedici, può ben succedere che uno sconosciuto calciatore che abbia giocato 10 volte nella nazionale dello Stato di Nauru avrebbe diritto a una pagina sulla Wikipedia Italiana, mentre un giocatore piuttosto noto in Italia, che avesse giocato solo 9 volte nella nazionale italiana segnando gol decisivi, non avrebbe una voce.

Sta di fatto che Salvo iniziò ad applicare le nuove regole, creando voci di calciatori che rientravano nei criteri (ancorché sconosciuti a tutti) ed eliminando voci di calciatori che non rientravano nei criteri (con comprensibile disappunto di chi aveva creato quelle voci).

Ebbene, l'amministratore Cotton ha aperto una "segnalazione di problematicità" nei confronti di Salvo, sostenendo che questo suo comportamento fosse un "giocare con le regole" al fine di dimostrare la fallacia dei criteri approvati alcuni mesi prima (link alla segnalazione, copia di backup). Cotton ha quindi chiesto che Salvo fosse bloccato per un periodo più o meno lungo (il blocco è una specie di ban, una vera e propria espulsione, che può essere temporanea o infinita).

Vediamo di ragionare sul fatto e facciamo qualche considerazione.
Prima considerazione. Non c'è prova che Salvo abbia agito con l'intento di "giocare con le regole" e in qualsiasi paese civile ci vogliono prove per accusare o punire qualcuno, e non si fanno processi alle (presunte) intenzioni. Ma Wikipedia, dice qualcuno, non è un tribunale e non è una democrazia, non ci sono diritti e garanzie da rispettare. Però, quando si è verificato il caso di Sergio BlackCat giunto qui a insultare i suoi Wiki-colleghi, il "processo a suo carico" si concluse con un nulla di fatto perché non c'erano prove matematiche che quello che si firmava Sergio BlackCat fosse il vero Sergio BlackCat (nonostante quest'ultimo avesse subdolamente evitato di smentire o confermare la propria responsabilità). Insomma, BlackCat si è difeso giocando con le regole, e gli è andata bene. Salvo, invece, è stato sottoposto a processo (e punito, come vedremo) addirittura perché semplicemente sospettato di aver giocato con le regole.
Seconda considerazione. Ammettiamo che Salvo abbia "giocato con le regole". Che avrebbe fatto, in concreto? Ha inserito sull'enciclopedia voci che - secondo i criteri approvati - devono stare sull'enciclopedia. E ha tolto voci che - secondo i criteri approvati - non devono stare su Wikipedia.
Se i criteri sono stati approvati per il bene di Wikipedia (e non per danneggiarla... nel qual caso bisognerebbe espellere tutti coloro che li hanno approvati) significa che Salvo ha fatto il bene di Wikipedia. Quindi, perché chiederne la punizione?
Terza considerazione. Se il comportamento di Salvo avesse danneggiato l'enciclopedia, ciò vorrebbe dire che i criteri approvati e applicati sono sbagliati, e pertanto devono essere cambiati. Non è colpa di Salvo, ma dei criteri (che lui non ha approvato ma ha criticato) e a Salvo dovrebbe essere riconosciuto il merito di aver messo in evidenza la necessità di cambiare quei criteri.

Queste sono considerazioni logiche, è impossibile sfuggirvi.
Eppure, il "processo" contro Salvo si è aperto, ed è evidente che il vero scopo del processo non era quello di tutelare Wikipedia (in tal caso, si sarebbe dovuto riesaminare i criteri) ma di punire Salvo per aver messo in luce la fallacia delle regole. E, come abbiamo detto, i grovigli di regole sono un importante strumento di potere della Wikimafia, guai a metterle in discussione senza passare attraverso il benestare della "cupola".

Com'era logico aspettarsi, il processo a Salvo si è presto trasformato in una battaglia. Ed è significativo notare (invitiamo a verificarlo consultando la cronologia degli interventi) che a essa abbiano partecipato numerosi utenti che non hanno alcun interesse per il calcio, gli stessi utenti che sono protagonisti di ben altre battaglie su voci di ben altro peso storico e ideologico.
In pratica, il processo si è trasformato in uno scontro tra chi non approva questi meccanismi di giustizia sommaria e prepotente, e chi - invece - è fedele alla Wikimafia e ai suoi metodi.
In questo scontro si è infilato anche qualcuno che aveva qualche vecchia ruggine con Salvo e qualcuno che si è fatto influenzare da commenti che nulla avevano a che vedere con la segnalazione di Cotton, ma sta di fatto che il calcio e i criteri di enciclopedicità dei calciatori non interessavano a nessuno, a ben vedere.

Ed ecco, che proprio quando si era nel pieno della discussione e si stava profilando una certa preferenza a non infliggere alcuna sanzione a Salvo, improvvisamente ha fatto irruzione l'amministratore Sannita (ben noto qui su Wikiperle e su Perle Complottiste, e del tutto omologato alla Wikimafia) che ha inflitto un blocco di ben tre mesi al malcapitato, senza alcun consenso della comunità!

Naturalmente, per evitare che qualcuno protestasse e la discussione si facesse imbarazzante, è arrivato a ruota un altro amministratore, Koji, che ha chiuso la segnalazione per suggellare l'operato di Sannita e il blocco inflitto a Salvo. Una doppietta. Anzi, una luparata.

A molti utenti la cosa non è andata giù, e sono riusciti ad aprire una vera e propria votazione alla quale hanno preso parte ben 131 utenti.
Nel corso della votazione non è stato raggiunto il quorum minimo per infliggere una punizione e Salvo è stato "assolto".
Il blocco è stato revocato ma ormai Salvo si era già fatto 8 giorni di "reclusione".

Per come la vediamo noi, chi ha votato a favore del blocco anche dopo che Sannita e Koji avevano inflitto la punizione e chiuso la segnalazione in totale spregio del consenso della comunità, evidentemente, e salvo rare eccezioni, accetta i sistemi della Wikimafia o ne fa parte.

In appendice al caso Salvo, c'è il blocco di Erik1991, un utente che - quando noi iniziavamo a parlare della Wikimafia - era stato molto critico nei nostri confronti.
Erik1991, appreso che Salvo era stato assolto, gli ha scritto queste parole sulla talk personale:

Ciao Salvo ti scrivo visto che fra pochi minuti sarai sbloccato da un blocco ingiusto e sconsiderato. Ti invito solamente a non aprire pagine o altro contro gli utenti che hanno causato tutto ciò per quanto tu avresti ragione. In questi giorni vi è stata la dimostrazione che sulla vicenda della cosiddetta "wikimafia" mi sbagliavo e che invece purtroppo esiste. In questo periodo è stato toccato il momento più basso della storia della wikipedia in lingua italiana e la dimostrazione che molte critiche che venivano dall'esterno sono purtroppo vere. La mia motivazione per non aprire altre pagine sugli utenti è dettata dal fatto che tanto non potresti ottenere giustizia dato che di fatto il "potere wikipediano" lo posseggono loro, e di operarti nelle voci e nel progetto come sempre. Cerchiamo di rendere migliori le voci dell'enciclopedia dato che è l'unica cosa che possiamo fare realmente per noi e per i lettori. 23:32, 19 set 2012 (CEST)

Ma la Wikimafia tutto vede, tutto sente. E ha provveduto...
Erik1991 è stato tempestivamente bloccato (dall'amministratore M7) per aver scritto le suddette parole.


Meno male che siamo su Wikipedia e non nella vita reale, se no vien da chiedersi cosa gli avrebbero fatto. Lo avrebbero gambizzato? L'avrebbero fatto saltare in aria? O immerso in un pilone di cemento?

Passiamo ora alla riconferma dell'amministratore Ribbeck, altro esempio di uno dei tanti campi di battaglia in cui si scontrano gruppi contrapposti (sia nell'ambito della stessa Wikimafia, proprio come i vari clan mafiosi, sia fra Wikimafia e chi si oppone ad essa, sia fra fazioni che nulla hanno a che vedere con la Wikimafia: ormai Wikipedia è peggio di Beirut).

Contro la riconferma di Ribbeck si è schierata la Wikimafia, e il primo colpo di lupara è partito nientemeno che dall'amministratore Vito - Vituzzu, che si è guadagnato già tantissime citazioni su WikiPerle e su Perle Complottiste.
A dire il vero, più che un colpo sono stati due, un'altra vera doppietta. 
Come si può verificare in Cronologia della votazione, infatti, alle 21:52 del 19 settembre 2012 l'amministratore Sannita (sempre lui) ha aperto la pagina di riconferma, che è un atto dovuto, sia chiaro, che può fare qualsiasi amministratore e con un certo margine di tolleranza nella tempistica.
Ebbene, sta di fatto che appena pochi minuti dopo, alle 22:05, il compagno di merenda Vituzzu ha piazzato il primo voto contrario.
Questa non è Wikimafia, sia chiaro. E' solo una coincidenza...


Ribbeck è un amministratore sgradito alla Wikimafia, uno di quelli che va fatto fuori perché non è omologato. Non è più "cosa nostra", per intenderci.
A volte capita che un utente non omologato alla Wikimafia venga nominato amministratore.
A quel punto ha tre scelte: o entra a tutti gli effetti nella Wikimafia (concorso interno); o se ne tiene fuori badando però a non intralciarla e a favorirla quando richiestogli (concorso esterno); o cerca di fare il proprio dovere anche quando questo non è gradito alla Wikimafia. In quest'ultimo caso la sua vita wikipediana è destinata ad essere molto breve.

Il pretesto utilizzato da Vituzzu per contestare la riconferma di Ribbeck è che l'amministratore avrebbe bloccato un utente in una discussione, al fine di far prevalere la propria opinione.
Insomma, avrebbe abusato dei poteri di amministratore a fini personali.

La cosa davvero curiosa è che la contestazione proviene proprio da Vituzzu il quale, in tempi recenti, ha usato i propri poteri per evadere un blocco sanzionatorio che gli era stato inflitto da un altro amministratore (rileggi la vicenda). In quella circostanza, Vituzzu era stato salvato dai suoi compari che l'avevano difeso a spada tratta impedendo che gli fossero revocati i poteri di amministratore.

Quindi Vituzzu, che abusa costantemente dei poteri di amministratore per fare i propri comodi, per evitare sanzioni e per colpire gli utenti che gli stanno antipatici, contesta un abuso di potere a Ribbeck.

Senonché, a leggere quanto obiettato da Theirrules

Lettura, questa, al limite del travisamento dei fatti. Lettura come minimo curiosa di un episodio che si è svolto in tutt'altra maniera.
Un utente che ha dispensato attacchi personali a chiunque gli si parasse contro, che ha a dir poco [1] spazzato via un'intera pagina di discussione con quasi 400 edit in due mesi, in barba alle obiezioni di decine di utenti intervenuti, in barba ad ogni regola di conduzione opportuna di una discussione, in barba alle linee guida, alle segnalazioni ricevute, a tutto. Ribbeck lo ha bloccato più che giustamente per questo attacco personale gratuitamente rivolto al povero Lou Crazy, che fin troppi ne ha dovuti sopportare in quella discussione da un utente plurirecidivo (...)

si scopre che Ribbeck ha fatto bene ad applicare il blocco contro un utente che stava facendo attacchi personali. E si scopre anche che l'utente bloccato è stato sanzionato per un attacco personale rivolto a un terzo utente, non a Ribbeck.

E volete sapere per cosa si stava litigando, nella pagina in cui si è verificata la discussione dalla quale è scaturito il blocco?
Guardate voi stessi, qui.

Da mesi si discute se la voce Birmania debba essere chiamata così (alla maniera italiana) oppure debba essere rinominata Myanmar...
L'assurdità della questione (che può essere risolta in pochi minuti senza tante storie) e il fatto che il solerte Vituzzu abbia pescato proprio in questa banalità il pelo da utilizzare contro Ribbeck (le votazioni di riconferma sono ancora in corso), dimostra ancora una volta che ormai la guerra su Wikipedia è a tutto campo.