Visualizzazione dei post in ordine di pertinenza per la query Pequod. Ordina per data Mostra tutti i post
Visualizzazione dei post in ordine di pertinenza per la query Pequod. Ordina per data Mostra tutti i post

lunedì 6 maggio 2013

Wikipedia: mai criticare la "famiglia"

Come abbiamo più volte dimostrato, Wikipedia italiana è sotto scacco di un gruppetto di amministratori e utenti che impongono la propria volontà fregandosene altamente di principi fondamentali quali la neutralità, l'oggettività, la fruibilità.
Ciò che conta è innanzitutto comandare, poi imporre i propri contenuti e gareggiare a chi esibisce più trofei.
L'enciclopedia e - soprattutto - il lettore/utente che dovrebbe fruirne (e intorno al quale dovrebbe ruotare l'intero sistema di un'enciclopedia concepita per offrire sapere), è all'ultimo posto.
Che sia "pericoloso" criticare l'operato di questa banda di sgherri è scontato, l'abbiamo visto più volte e in modo esemplare con la vicenda di Neperiano, un normalissimo utente che per aver osato votare contro l'allora intoccabile amministratore Piero Montesacro fu pretestuosamente espulso da Wikipedia.

Recentemente ne abbiamo avuta l'ennesima riprova durante l'elezione dell'amministratore IndyJr (screenshot).

Il neo eletto, infatti, in fase di candidatura aveva sollevato qualche perplessità sull'abitudine che si è andata consolidando negli anni di infliggere con eccessiva disinvoltura lunghi blocchi a utenti con una rispettabile e durevole contribuzione wikipediana, anche alla luce del fatto che se i contributori all'enciclopedia scarseggiano è bene tenersi stretti quelli più affidabili piuttosto che lagnarsi poi per la mancanza di "mano d'opera".

L'accostamento al caso di AveMundi, uno degli ultimi blocchi ingiusti che abbiamo documentato è evidente e, com'è facile intuire, le parole di IndyJr non sono affatto piaciute alla "famiglia" e hanno scatenato l'immediata risposta del capoccia Vituzzu (che ha commentato negli "astenuti"), seguita dal piccato voto contrario di M7 (peraltro non motivato com'è consuetudine, ma nessuno si è sognato di chiedergliene conto), proprio uno degli amministratori sceriffi, responsabile di alcune delle più eclatanti "pause wikipediane" di cui abbiamo poc'anzi accennato.

Ma vediamo cosa ha detto esattamente IndyJr per provocare tanta irritazione, ricordando che quanto espone si riferisce al quesito postogli a proposito del suo modo di intendere l'applicazione imparziale delle politiche di blocco, messa al bando e protezione delle pagine:

Penso che se di deve bloccare un vandalo recidivo, che prosegue a vandalizzare ignorando gli avvisi, sia giusto agire con tempestività. Ma se si deve decidere il blocco su utenze non vandaliche, magari con una lunga storia di contribuzione, sia giusto sentire la comunità e a tal proposito sarei per aprire sempre una pagina UP in casi in cui debbano decidere blocchi di utenze non vandaliche magari di lungo corso, come del resto precisato anche nelle politiche di blocco di cui al link di sopra, che ha il vantaggio sia di interessare la comunità del problema sia perché sia facile anche a distanza di anni sapere agevolmente perché quell'utenza fu bloccata. In caso di urgenza per tutelare il progetto è sempre possibile applicare un blocco breve prima di procedere. E sarei anche che una pagina UP resti aperta per almeno uno-due giorni prima di prendere decisioni, così che la situazione possa essere ponderata - come insegnano le procedure di cancellazione, il consenso può cambiare anche radicalmente rispetto a quel che appare nei primi istanti. Non bisogna dimenticare che demotivare valide utenze applicando blocchi ingiusti o affrettati, non supportati da motivazioni adeguatamente ponderate, può essere più dannoso per il progetto di un vandalo che si può agevolmente fermare, mentre una valida utenza che lascia il progetto è un danno irrecuperabile di mancati contributi. IndyJr (Tracce nella foresta) 21:50, 20 gen 2013 (CET)

In sintesi dice semplicemente che, escludendo palesi vandali, prima di "punire" e bloccare utenze esperte sarebbe più giusto sentire il parere della comunità attraverso l'apertura di una segnalazione (la cui procedura, peraltro, è espressamente prevista dal regolamento), che dovrebbe rimanere aperta a tutti almeno per qualche giorno al fine di allargare la base di pareri su cui fondare una decisione così grave e deleteria.
Cosa c'è da criticare? Sono concetti condivisibili da chiunque abbia un minimo di buonsenso.

Ma per Vituzzu quanto scritto dal collega merita queste parole:

La quinta risposta mi ha dato un po' l'impressione di voler "piacere a tutti i costi". Non è assolutamente roba da contro ma mi permetto di alzare la mano e dire "guarda che lavorare bene significa, alle volte, rischiare di scontentare qualcuno". -
-Vito (msg) 13:11, 27 gen 2013 (CET)

Evidentemente Vituzzu ha una lunga coda di paglia e ci regala la lapalissiana teoria che per lavorare bene è talvolta necessario scontentare qualcuno. Ovvio. Il problema di Vituzzu è che la frase "lavorare bene", in linguaggio vituzziano, significa: "mantenere il potere".
E quindi il concetto espresso da Vituzzu è sostanzialmente questo: se vuoi continuare a gestire il potere a tuo piacimento, devi essere pronto a sbattere fuori da Wikipedia chiunque metta in discussione il tuo potere.
Il povero IndyJr, che non capisce un concetto così basilare, diventa quindi, nell'insinuazione di Vituzzu, una specie di ruffiano alla ricerca di popolarità e consenso.

Ma è Pequod (degno cumpariello di Vituzzu) che con il commento qui sotto supera se stesso:

Anche rifacendomi al commento di Vituzzu al proprio voto, avanzo una mini riflessione. Indy parla di "utenze demotivate da blocchi ingiusti". Un "blocco ingiusto" su wp di solito è un blocco su cui si provvede ad alzare la voce. I blocchi su wp sono cautelativi, non sono "giuste" punizioni, magari commisurate a chissà quale reato. Si può parlare di "giustizia" quando si parli di "prove" e "fatti". Piaccia o meno, questioni relative al comportamento degli utenti non sono così nitide. Ed ecco che entra in ballo la questione del "cautelativo". Ci si può a quel punto interrogare sulla posatezza e sull'equilibrio di uno specifico admin. E di qui passare velocemente al gruppo admin nel suo complesso. Una mia veloce (e personale) valutazione è la seguente, più volte ribadita: il gruppo admin di it.wiki è buono, con tendenze all'ottimo: fatto di persone che si preoccupano di agire con coerenza, sicuramente perfettibili (non è un ruolo facile da tenere e da interpretare). Per quanto attiene agli edit sysop, accade lo stesso che accade su una voce: si discute. Io stesso quando fui candidato la prima volta opinai che per blocchi superiori al mese fosse necessario consultare la comunità e condivido l'opinione di Indy sulla opportunità di aprire le segnalazioni, anche come traccia dell'operato, magari con blocchi brevi, "cautelativi". Ma imho non va posta alcuna enfasi sulla "giustizia" dei blocchi: ciascuno avrà la sua opinione, ma la responsabilità "politica" di un edit sysop ricade in definitiva sul sysop, non su un qualche suo "elettorato attivo". I sysop non operano con vincolo di mandato: fanno quello che sentono di fare e, per ipotesi, lo fanno per il bene del progetto. Chiudo ripartendo dall'inizio: si fa molto rumore per blocchi "ingiusti" (dal punto di vista di chi?) e si spendono lacrime per gli utenti bloccati e "demotivati", ma fa molto meno rumore l'utente in buonafede (registrato o meno) che abbandona in silenzio, eventualmente danneggiato e frustrato dall'atteggiamento problematico di tali futuri demotivati. Il primo, che non ha un profilo problematico, non avendo da essere bloccato, lo perdiamo e basta. Dai secondi ci aspetteremo proteste furenti e minacce di abbandono. Ebbene, da utenti "di lungo corso" mi aspetto che sappiano come comportarsi e, conseguentemente, cosa sia un blocco e come prenda piede. --pequod ..Ħ 14:20, 27 gen 2013 (CET)

Pequod non si smentisce e riesce a dire tutto e il suo contrario, offrendo un concentrato di contraddizione e di incoerenza. 

Il suo vero problema è che non si deve parlare di giustizia. Non importa che un blocco sia giusto o ingiusto, l'importante è che sia giudicato opportuno da chi lo commina.
La ragione di questa impostazione è semplice: una segnalazione che diventi una specie di processo, con la partecipazione della comunità, toglie potere alla "famiglia".
Al contrario, i blocchi inflitti per ragioni "cautelari" (e mai più vagliati dalla comunità) consentono alla "famiglia" di gestire il potere senza limitazioni di sorta.

A proposito di "ruffianaggine"... il cumpariello Koji alle 3:33 di mattina non trova di meglio che concordare con l'acuta riflessione di Pequod!

Eh no, Pequod e soci, non è così che funziona.
Wikipedia si è data su un sistema di regole che vuole o comunque ambisce alla reciproca collaborazione e imparzialità (intesa come oggettività e neutralità).
La reciprocità e l'imparzialità presuppongono anche che le decisioni siano giuste ed equilibrate, e l'unica garanzia che lo siano sta nel vaglio della comunità.
Il fatto che alcuni amministratori, al contrario, ignorino un concetto tanto elementare e si arroghino il diritto di decidere a propria discrezione quando, come e a chi applicare le regole, "graziando" gli amici e i propri supporter con scuse a dir poco ridicole, è il vero danno a Wikipedia, che finisce non soltanto per allontanare gli utenti di vecchia data ma anche per scoraggiare gli utenti più novelli.

Se certi amministratori si occupassero di fare quello per cui sono stati eletti, ossia mantenere ordine e pulizia nelle voci e risolvere le questioni tecniche, invece che dedicarsi al chiacchiericcio da comari in chat e al monitoraggio degli interventi di utenti che hanno l'unico torto di non adeguarsi alla volontà e alle opinioni della "famiglia", ci sarebbero meno blocchi, meno malcontenti, meno ingiustizie e tanti utenti in più disposti a collaborare lealmente.

Hai voglia a dire che Wikipedia non è un esperimento sociale: Wikipedia è una società, è una comunità.
La tirannia e la prepotenza l'avvelenano esattamente come e quanto avvelenano qualsiasi altra comunità.

lunedì 16 aprile 2012

L'evasione di Vituzzu

Vituzzu, ancora una volta, fa parlare di sé, versando altra benzina sulle braci ancora roventi lasciate dagli incendi che hanno sconvolto il sottobosco della Wikipedia italiana negli ultimi mesi.

La stagione calda, infatti, si era aperta con le "dimissioni" del contestato amministratore Piero Montesacro e del suo delfino Pequod, seguite di lì a poco dal check-user Abisys, e si è trascinata con altre dimissioni inaspettate, da ultimo quelle degli amministratori Mess, Brownout e Shivanarayana.

Il nuovo focolaio di incendio si è aperto a margine della voce "Fatti di via Rasella" (ora rinominata in "Attentato di via Rasella"), relativa all'azione partigiana avvenuta a Roma il 23 marzo del 1944 contro un reparto tedesco. Un certo numero di wikipediani sostiene che il titolo più appropriato debba essere "Attentato di via Rasella" mentre un certo numero di altri wikipediani sostiene che il titolo corretto sia "Attacco di via Rasella" (discussione sul titolo).

Su Wikipedia si riesce a litigare per una simile banalità per il semplice fatto che tutte le voci direttamente o indirettamente connesse alla storia fascista sono costantemente oggetto di battaglie squisitamente ideologiche (che non ci sarebbero, se nelle voci ci si limitasse a descrivere i fatti, anziché  condirle di commenti, interpretazioni, spiegazioni e opinioni).

Teoricamente basterebbe una votazione per risolvere il problema, ma su Wikipedia è molto forte la corrente che vuole risolvere tutto sulla base del consenso (pretendendo anche di farsi interprete dello stesso). Dato che però su Wikipedia sono vietate le cosiddette "chiamate alle armi", ossia il coinvolgimento di altri utenti nelle discussioni, finisce che le stesse persone discutono tra loro all'infinito senza mai raggiungere alcun consenso. E succede anche che qualcuno, prima o poi, perda la pazienza e valichi il sottile e insidioso confine che separa la difesa delle proprie ragioni dall'attacco personale nei confronti di chi non le condivide.
Un buon amministratore a quel punto dovrebbe intervenire per placare gli animi e risolvere la questione, ma che succede quando uno degli amministratori più esperti e quotati è egli stesso coinvolto nella diatriba?

Ebbene, è successo che Vituzzu (che è amministratore, burocrate e stewart, ossia è ai massimi livelli di competenza e - se vogliamo - di potere) ha iniziato a rivolgere attacchi personali contro l'utente Demiurgo, nel contesto di una serie di botta e risposta.
A quel punto è intervenuto un altro amministratore, Paperinik, che dopo aver intimato gli interlocutori ad abbassare i toni, ha inflitto un "blocco" (una specie di ban) temporaneo a Vituzzu, che aveva continuato ad attaccare Demiurgo nonostante il suo avviso:

Giusto per la cronaca ho bloccato Utente:Vituzzu per attacchi personali. Di attacchi personali ci sono anche i tuoi, ma sono precedenti al mio avviso per cui - per il momento - te la cavi. In ogni caso sei vivamente pregato di farla finita con qualsiasi tipo di vena polemica che non sia rivolta all'oggetto della discussione, ma ad utenti specifici (o anche non specificati: "Ovviamente nessuno vedrà e nessuno sanzionerà"). Continuo a monitorare la discussione. Saluti. --Pap3rinik (msg) 13:19, 30 mar 2012 (CEST)

Si è trattato di un blocco di appena 4 ore: praticamente un buffetto (altri utenti si beccano giorni, settimane e mesi di blocco per gli attacchi personali).

Peraltro, appena pochi mesi prima, Vituzzu era stato già bloccato, sempre per attacchi personali. Era successo a dicembre 2011 e Vituzzu era stato bloccato per due ore da Veneziano e poi per tre giorni da Sannita, prontamente sbloccato da Musaz (sembra proprio che bloccare Vituzzu sia un tabù) e nuovamente bloccato da Brownout.

Tenuto conto di quel precedente, il modestissimo blocco inflitto da Paperinik era veramente poca cosa.

Ma Vituzzu, così come non aveva rispettato l'invito di Paperinik alla moderazione, aveva sfruttato i suoi poteri da amministratore per auto-sbloccarsi. L'evasione da un blocco è considerata una condotta piuttosto grave e disdicevole su Wikipedia (molti utenti sono stati bloccati, cioè bannati, all'infinito per aver evaso il blocco) e nel caso di specie è aggravata dal fatto che Vituzzu ha abusato dei suoi poteri di amministratore.

Nello shot, il log dei blocchi (e relativi sblocchi) di Vituzzu:


"Ma stiamo scherzando?", queste sono state le parole con cui Vituzzu ha commentato il blocco ricevuto da Papirinik, come si può leggere nello shot del log.
Subito dopo essersi auto-sbloccato, Vituzzu è intervenuto nuovamente e rabbiosamente nella discussione:


E non ha mancato di dare una stoccata anche a Paperinik, nella sua pagina utente:


A quel punto Demiurgo ha aperto una segnalazione di problematicità su Vituzzu, ossia una procedura nella quale la comunità (o meglio: quei pochi utenti che seguono le pagine semi-nascoste di queste procedure) è chiamata a sanzionare un comportamento irregolare e dannoso per Wikipedia.
Ed ecco un'altra sorpresa: Demiurgo non riusciva ad aprire la segnalazione perché qualsiasi tentativo di creare una pagina di segnalazione con il nome Vituzzu era bloccato!
Si è così scoperto che a marzo del 2011 Vituzzu (sempre lui...) aveva inserito un filtro in "black list" in maniera da impedire la creazione di pagine (e di conseguenza anche di segnalazioni) con il proprio nome:


In altre parole, grazie al trucchetto posto in essere da Vituzzu, a nessun utente era consentito aprire una segnalazione di problematicità su Vituzzu!
Naturalmente Vituzzu e i suoi compari si sono affrettati a fornire una giustificazione: la protezione sarebbe stata inserita per evitare vandalismi contro Vituzzu.
Accidenti. E che avrà mai di così importante, Vituzzu, da meritare una protezione per gli atti vandalici che non hanno nemmeno Giuseppe Garibaldi e Dante Alighieri?
E se davvero c'è così tanta gente in giro pronta a vandalizzare proprio Vituzzu, forse è il caso che quest'individuo si interroghi seriamente se non sia proprio lui, con i suoi modi arroganti, a provocare tanto risentimento nei suoi confronti.

Sta di fatto che fino all'altro ieri nessun utente poteva aprire una segnalazione di problematicità nei confronti di Vituzzu, senza chiedere l'intervento di un amministratore.

Alla fine Demiurgo è riuscito a ottenere l'apertura della segnalazione.
Naturalmente, anziché valutare oggettivamente ciò che Vituzzu aveva combinato, la procedura si è subito trasformata in una battaglia tra chi voleva che fossero presi provvedimenti contro Vituzzu e chi sosteneva la sua innocenza. Una battaglia tra nemici e amici di Vituzzu, a farla breve, dove l'oggettività e l'onestà intellettuale andavano a farsi friggere.

Non può esserci dubbio, infatti, che il comportamento di Vituzzu meritasse innanzitutto un blocco, e poi il deflag dei poteri di amministratore.
Gli attacchi personali c'erano stati e - soprattutto - Vituzzu aveva continuato a mantenere alti i toni della discussione nonostante l'invito (ed esplicito avvertimento di blocco) da parte di Paperinik.
Se a quel punto non l'avesse bloccato, Paperinik avrebbe fatto la figura dell'inutile imbecille.
L'abuso dei poteri da amministratore per evadere il blocco era altrettanto evidente e lampante.
E non era nemmeno la prima volta che Vituzzu sbagliava, sia in termini di attacchi personali che di abuso dei poteri.

Ma l'orda dei cumparielli di Vituzzu è sempre folta e forte, complice il disinteresse di tanti utenti verso le questioni "interne" di Wikipedia (sono i contributori che lavorano in silenzio, senza nemmeno conoscere le magagne combinate da Vituzzu e consimili, e che sono pure trattati con sufficienza e definiti "write-only") e così la lunga discussione si è conclusa con una semplice ammonizione.

Addirittura si è rischiato che a essere punito e cacciato fosse Paperinik, per aver osato bloccare l'intoccabile Vituzzu, il quale, con onnipotente magnanimità, ha però deciso di graziarlo:

Il blocco non solo è ingiusto ma ha avuto l'effetto di acuire delle conflittualità, tuttavia non lo giudico un errore per il quale valga la pena "perdere" un admin e Pap3rinik in particolare.

Come si è detto, i cumparielli di Vituzzu, guidati dai soliti Pequod e Sergio The Blackcat, sono riusciti ad affossare la segnalazione di problematicità evitando che si formasse un consenso sui provvedimenti da adottare contro Vituzzu, che alla fine se l'è cavata con una innocua ammonizione.

Nel frattempo, però, i wikipediani che non appartengono all'entourage di Vituzzu sono riusciti a mettere insieme i 15 voti necessari per avviare la procedura di deflag, ossia una votazione in cui la comunità si esprime sull'opportunità di revocare i poteri di amministratore a chi ha dimostrato di abusarne.
Nel momento in cui scriviamo, la procedura è in corso (avviata il 5 aprile, scadrà il 19).
Si è trattata di un'iniziativa coraggiosa (chi va contro Vituzzu non ha vita facile, su Wikipedia) quanto disperata (la superiorità numerica degli amici di Vituzzu è schiacciante) e dall'esito scontato (al momento i voti a favore di Vituzzu sono quasi 130, con un vantaggio di circa 100 voti su coloro che chiedono il deflag).

Quali sono state le tesi "difensive" di chi ha protetto Vituzzu nella procedura di segnalazione di problematicità e in quella di deflag?

Qualcuno ha sostenuto che Vituzzu ha effettivamente sbagliato, ma si sarebbe trattato di un atto impulsivo che - in quanto tale - certamente non si ripeterà. Alcuni esempi di questa linea:

Il fatto che l'abuso del tastino sia stato così clamoroso e folle, e il fatto che Vito abbia riconosciuto l'insano gesto, mi portano a essere certo che ciò non possa ripetersi. L'affidabilità e l'abilità di Vito come sysop non mi paiono poi tali da temere che lasciargli i tastini possa causare danni a Wikipedia.--DoppioM 01:02, 5 apr 2012 (CEST)

I dieci minuti di follia possono capitare a tutti (in questo caso togliersi il blocco) siamo umani, importante è fare tesoro dei propri errori e che la cosa non ricapiti, della serie: "sbagliare umano è, perseverare diabolico è". Ma Vito ha dimostrato di essere un admin in gamba e credo che non rifarà lo stesso errore, per cui gli confermo la mia fiducia. Certo i toni nelle discussioni dovrebbero essere tenuti più pacati e cordiali, in tal maniera queste cose sgradevoli non capiterebbero. AlexanderVIII Il catafratto 01:47, 5 apr 2012 (CEST)

L'autosblocco è grave, cartellino e blocco ci stanno, ma al tempo stesso sono convinto che non farà mai più una cosa del genere, dunque non credo sia necessario il deflag, anzi sarebbe deleterio, può succedere che un admin attivissimo sbagli, capirei se fosse un admin/utente che edita o usa i tastini 3 volte all'anno, ma non è questo il caso. --Kirk39 (msg)  10:18, 5 apr 2012 (CEST)

Peccato che questa non sia stata la prima volta in cui Vituzzu ha abusato dei propri poteri, né la prima in cui l'abuso viene giustificato come "azione impulsiva". Di esempi ce ne sarebbero tanti ma qui ne vogliamo ricordare uno, riportato su Perle Complottiste, che probabilmente molti lettori ricordano. In quella circostanza Vituzzu intervenne per difendere la voce Storia della Corsica (una vera e propria ricerca originale scritta dal suo amichetto Piero Montesacro al fine di giustificare il terrorismo corso e di propagandarne l'ideologia) e per proteggerla da chi la contestava. Ebbe perfino la furbizia di far bloccare la voce da un altro amichetto amministratore, Cotton, ma quando la sua condotta gli fu contestata, immediatamente rispose: "ho agito impulsivamente".
Insomma, tutte le volte che Vituzzu sbaglia, è sempre un errore impulsivo, che gli deve essere perdonato (e forte di questa protezione, Vituzzu la usa per fare i propri comodi). Quando sbagliano gli altri, però, arrivano le batoste, impulso o non impulso...

Qualcun altro, invece, ha sostenuto che il comportamento di Vituzzu non ha causato danni a Wikipedia e che i provvedimenti di blocco o di deflag servono a proteggere Wikipedia e non a sanzionare chi infrange le regole. Ad esempio:

Posto che un blocco non è una punizione per le marachelle, bloccare "perchè prima si era dato l'ultimatum" mi ricorda una mia prof liceale ("il prossimo che parla lo mando dal preside"). E quindi democrazia vuole che l'ultimatum valga anche per utenti notoriamente vandalici come vito. Se poi ci aggiungiamo l'essersi autosbloccati il danno recato alla democrazia è enorme, ma il danno recato all'enciclopedia quale sarebbe? A margine, nelle discussioni incasinate non si potrebbe per caso proteggere la pagina invece che minacciare sanzioni?^musaz † 12:52, 5 apr 2012 (CEST)

Mi sento di aggiungere che in un progetto wiki il buonsenso deve prevalere su concezioni da ordinamento giuridico, tipum certezza della pena e altra roba che stento ad associare a quello che facciamo. --pequod ..Ħƕ 13:14, 5 apr 2012 (CEST)

Non ho bisogno di coinvolgere presunte tua faziosità (anche perché non ti conosco granché come utente, ma penso ci siamo sempre trattati con cortesia, il che apprezzo sempre) per dirti che il tuo discorso sulle sanzioni da irrogare non ha niente a che vedere con il regime abituale dei blocchi, che non sono punizioni. La verità è che Vituzzu, senza ribadirlo ad ogni piè sospinto e senza grassetti, ha già dimostrato ampiamente in questi anni di avere spirito di servizio da vendere. I blocchi si danno a consenso e anche per la grandissima fiducia che Vituzzu si è conquistato la grandissima parte della comunità non ha opzionato blocchi come se Vituzzu fosse un pericolo per il progetto. pequod ..Ħƕ 17:36, 4 apr 2012 (CEST)

La teoria secondo cui le sanzioni si comminerebbero soltanto laddove servissero a proteggere Wikipedia è davvero curiosa.
Le sanzioni, infatti, servono SEMPRE a disincentivare un comportamento potenzialmente lesivo, a prescindere dal fatto che il danno si sia effettivamente consumato.
La multa a chi passa con il semaforo rosso si infligge per evitare che la gente passi con il semaforo rosso.
Se si comminasse soltanto quando qualcuno provoca un incidente per non aver rispettato il rosso, non avrebbe alcun senso: tutti passerebbero con il rosso a proprio piacimento e gli incidenti aumenterebbero a dismisura.
Allo stesso modo, le sanzioni su Wikipedia servono da monito: se passasse il principio che si dispongono soltanto quando si verificano danni, aumenterebbero i comportamenti irregolari e ciò produrrebbe effetti dannosi, sia in termini di danni alle voci, sia in termini di tempo speso a valutare se quei comportamenti hanno danneggiato o meno l'enciclopedia.

Vituzzu - che in qualità di amministratore esperto dovrebbe raffreddare i conflitti anziché alimentarli ed esasperarli (e questo a prescindere dalla presenza di attacchi personali in senso stretto) - si è lasciato coinvolgere in un acceso battibecco per una questione banalissima (perché diciamola tutta: la differenza tra "attentato" e "attacco" è una grandissima boiata), ha ignorato l'intimazione di Paperinik, ha evaso il simbolico blocco inflittogli e ha continuato a gettare benzina sul fuoco, giungendo infine a insinuare che Paperinik aveva sbagliato ma che lo perdonava.
Se una simile condotta non fosse sanzionata, la credibilità di Wikipedia diventerebbe carta straccia.

In realtà quanto è accaduto nella segnalazione di problematicità, nella procedura di deflag e nella relativa pagina di discussione, ha dimostrato che i sostenitori di Vituzzu si dividono in due ampie categorie: quelli che lo difendono semplicemente perché fanno parte della stessa combriccola e difendendo lui difendono anche la propria fetta di potere; e quelli che considerano la condotta di Vituzzu un prezzo necessario da pagare pur di non perdere il suo notevole apporto a Wikipedia:

La comunità si è orientata per tenersi Vituzzu sysop pur censurandone il comportamento, magari per un altro sysop in simili frangenti non avrebbe esitato a farne a meno... -Kōji (msg) 15:03, 15 apr 2012 (CEST)

Mi appello anch'io alla clemenza della corte. Wikipedia senza Vituzzu amministratore è come la savana senza lo struzzo escavatore...-Spinoziano (msg) 16:49, 15 apr 2012 (CEST)

In generale, chi ha votato contro il deflag ritiene che produrrebbe più danni che vantaggi: non si tratta di due pesi e due misure in chiave personalistica, ma proprio del fatto che si deve pesare lo specifico e non un astratto concetto di osservanza delle regole... -- Codicorumus  « msg 20:17, 15 apr 2012 (CEST)

Purtroppo l'esperienza insegna che questa combinazione porta a conseguenze molto negative.
In un sistema efficiente, infatti, non esistono persone indispensabili e tanto meno intoccabili. L'aver fatto tanto per un progetto dà diritto a tutti gli onori del caso, ma non può costituire motivo per aggirare gli oneri, primo fra tutti quello di rispettare le regole al pari del più umile contributore.

L'indispensabilità crea l'intoccabilità, l'intoccabilità crea il mostro.

lunedì 28 novembre 2011

Wikiprocessi: il caso Presbite (Parte Prima)

Uno degli argomenti che Wiki Perle affronterà (anche grazie alle segnalazioni dei WikiTrappers), è quello dei cosiddetti "Wiki Processi", ovvero quelle situazioni in cui alcuni utenti sono stati bannati o sospesi dopo quello che si potrebbe con ragione definire "processo sommario".

In queste vicende, infatti, vengono a galla fatti e comportamenti estremamente significativi di cui abbiamo già fornito un ottimo esempio con il Caso Neperiano.
In questa WikiPerla parleremo del caso Presbite, non meno sconcertante del precedente.

Gli antefatti.

Presbite non ha mai avuto vita facile su Wikipedia. Nel 2008 era stato infinitato (ossia bannato definitivamente) sulla Wikipedia inglese a causa di uno scambio di persona. Qualche tempo dopo succedeva la stessa cosa sulla Wiki italiana, sulla base di una segnalazione dell'amministratore Brownout che lo accusava di essere il sockpuppet di altre utenze e di un controllo degli IP (Check User) effettuato da Lusum che aveva dato esito positivo.
Il povero Presbite non riuscì a difendersi poiché gli fu bloccata perfino la possibilità di inviare mail agli amministratori. Solo l'intervento di altri utenti consentì di scoprire che l'accusa era infondata e che il controllo era un "falso positivo" e Presbite fu sbloccato.
Quel primo episodio dimostra quanto è facile (su Wikipedia) accusare e bloccare ingiustamente un utente e quanto sia difficile per quest'ultimo difendersi (una volta bloccato e senza poter inviare mail, Presbite non aveva alcuna possibilità di dimostrare la sua innocenza).
Dimostra anche che Presbite era già da allora un utente "controllato a vista", perché scriveva su voci (come Massacri delle Foibe) considerate sensibili dal punto di vista politico e ideologico.

I guai per Presbite ritornavano nel gennaio 2011, quando votava contro la riconferma dell'amministratore Vito/Vituzzu (Il Padrino) che prontamente lo segnalava come utente problematico per chiederne la punizione.
Nella discussione (ossia nel Wiki Processo) che ne seguiva, emergeva che Vito/Vituzzu e Presbite si erano scambiati una nutrita serie di imbeccate, per cui i toni sopra le righe usati da Presbite altro non erano se non una reazione ai toni usati da Vito/Vituzzu.
Nel "processo" intervenivano (ovviamente) Piero Montesacro (il Mammasantissimo), Pequod76 (il Wikiviscido) e la new entry Sergio Blackcat (il Wikiruffiano) per sostenere le ragioni di Vito/Vituzzu o quelle dell'amichetto di turno (infatti la discussione debordava anche a causa delle problematiche pregresse sulle voci in cui si erano scontrati), ma questo non bastava ad avere ragione dei molti altri utenti intervenuti in difesa di Presbite: il blocco veniva interrotto anticipatamente e la segnalazione chiusa.

Ma Presbite, ormai, era "puntato" e pochi mesi dopo, a ottobre 2011, veniva fatto a segno di un'altra bordata. La faccenda iniziava con un intervento di Presbite sulla voce dedicata allo storico Renzo De Felice, uno storico che ha dedicato gran parte dei suoi lavori al fascismo.
L'intervento di Presbite consisteva nell'apposizione del tag/template POV (un avviso di mancanza di neutralità) a una sezione della voce in cui un altro utente, Stonewall, aveva inserito una serie di citazioni critiche negative nei confronti del De Felice.

Ora, è un dato di fatto che su Wikipedia hanno - da sempre - grossi problemi con le biografie "sensibili". Proprio non le sanno scrivere, ci provano ma non ci riescono e poco importa che si tratti di Mussolini o Stalin o Madre Teresa di Calcutta.

Eppure non è una cosa difficile.
Ci vuole tanto a scrivere un po' di dati biografici di una persona, una breve esposizione del suo pensiero e qualche cenno alle posizioni critiche più autorevoli?
Ci riuscirebbe perfino un alunno delle elementari.
Ma quando c'è di mezzo qualcuno che vuol utilizzare le voci di Wikipedia per sfoggiare il proprio POV (punto di vista personale), non c'è verso di svolgere bene nemmeno questo compitino da quattro soldi.

Per esempio, nella sezione "La vita e la carriera accademica" qualcuno ha scritto:

"De Felice conseguì con qualche difficoltà la maturità nel 1949 presso il liceo classico Marco Terenzio Varrone, con un solo "sette" (in Storia naturale) e "sei" in tutte le altre materie".

Vi pare che i voti di De Felice siano enciclopedici? La precisazione avrebbe un senso se si parlasse di un personaggio come Albert Einstein e si volesse far notare la sua genialità a dispetto di una carriera scolastica mediocre, ma appioppata a De Felice ha solo il sapore di un intento denigratorio.

E volete sapere chi ha inserito quelle puntualizzazioni denigratorie? Nemmeno a farlo apposta, è stato Piero Montesacro (come potete vedere qui).

Più avanti, nella sezione "Valutazioni Critiche", sono state inserite puntuali e numerose citazioni di commenti critici all'opera dello storico.
Che senso ha? Può essere che un critico abbia speso migliaia di parole per analizzare aspetti negativi e positivi della sua opera, non è corretto citare solo quelli negativi.
Sarebbe stato più opportuno prima spiegare l'opera di De Felice e solo successivamente inserire le principali ragioni di critica (adeguatamente referenziate).
Invece una rapida occhiata alla cronologia della voce consente di verificare che l'elenco delle critiche è stato inserito prima ancora di scrivere cosa abbia fatto il De Felice!

Quindi non c'è da stupirsi se Presbite ha inserito l'avviso che la sezione non era neutrale, facendo notare che i critici citati avevano anche lodato e fatto uso delle opere del De Felice.

Su Wikipedia, quando si inserisce un avviso, ci vuole consenso per toglierlo.

Come si evince dalla discussione a margine della voce, numerosi utenti approvarono l'azione di Presbite: Theirrules, Il Palazzo, Jose Antonio, Eustace Bagge, Cotton, Sandro_bt, Demiurgo...
Contro l'apposizione dell'avviso, invece, si schierarono Stonewall, Piero Montesacro e Pequod76 (e Vituzzu, anche se la sua posizione in proposito non è troppo esplicita).
Nonostante l'evidente mancanza di consenso, prima Pequod76 e poi Montesacro tolsero l'avviso.

Ne scaturiva una vivace discussione nel corso della quale il povero Presbite veniva minacciato di blocco da Montesacro (com'è sua abitudine):

"Presbite, ma che c'entra il fantasmagorico POV dell'autore del paragrafo, visto che non fa che citare fonti autorevoli e per nulla fuori contesto, al contrario di quanto tu affermi? Posto che leggendo i tuoi link uno potrebbe convincersi che il tuo, di POV, è fantasmagorico, sebbene opposto e simmetrico, almeno quanto quello che denunci? Come dire che, da un punto di vista strettamente logico, il tuo ragionamento non sta in piedi. Da un punto di vista wikipediano, ancora meno, perché attacchi un utente in modo schietto e diretto al fine di attaccarne i contenuti: il che sarebbe da blocco. Invece del blocco, facciamo che levi il P, che non ha senso e non sta in piedi. [...] --Piero Montesacro 23:05, 16 ott 2011 (CEST)"

Montesacro non esitava a minacciare anche Demiurgo, che stava difendendo Presbite:

"Se poi credi di poter non tenere conto della mia opinione manipolandola e sbeffeggiandola, provvederò a segnalarti per attacchi personali alla prossima occorrenza di tentativi del genere di sminuire un altro wikipediano. L'assunzione programmatica di malafede nei miei confronti [...] non è più oltre tollerabile. --Piero Montesacro 01:19, 20 ott 2011 (CEST)".

Un aspetto curioso di tutta la vicenda è che in una circostanza precedente proprio Stonewall, l'autore di quella sequenza di critiche che aveva sbilanciato la neutralità della voce su De Felice, aveva palesemente ammesso di disprezzare l'opera di questo storico:

"Proprio questi giorni sto rileggendo le memorie di guerra di Nuto Revelli e di Dante Livio Bianco, beh...è ancora una bella e rinfrescante lettura che preferisco senza dubbio alle centinaia di inutili pagine di De Felice."

Ricapitoliamo.
Stonewall, che disprezzava l'opera di De Felice, ne modificava la biografia inserendo un'intera sezione di critiche (peraltro alterando deliberatamente le fonti, come si evince da questa discussione) all'evidente scopo di denigrarlo.
Presbite, accortosi dell'abuso, interveniva apponendo un avviso per i lettori.
Piero Montesacro (il Mammasantissima) negava l'evidenza e ribaltava la situazione accusando Presbite di non essere neutrale.
Numerosi utenti intervenivano sostenendo le ragioni di Presbite.
Pequod76 (il Wikiviscido) in collaborazione con Montesacro - e senza alcun rispetto per il principio del consenso - eliminava l'avviso.
Anche il Montesacro effettuava inserimenti di chiaro intento denigratorio.

Dopo tutto questo, cosa pensate che sia successo?
Pensate forse che abbiano segnalato e punito Stonewall in quanto portatore di un palese POV?
No no...
Pensate che abbiano segnalato e punito Pequod76 e Piero Montesacro per aver appoggiato il POV di Stonewall o per aver eliminato gli avvisi nonostante il consenso a favore del loro mantenimento o per aver fatto inserimenti denigratori?
No no...

Hanno punito Presbite!


E come potete vedere, ancora una volta il blocco è stato esteso anche alla mail, di fatto per impedire a Presbite di difendersi.

E ancora una volta è toccato ad altri utenti aprire una discussione per difendere Presbite e per segnalare l'abuso di quel blocco al termine della quale è stato revocato.

La via crucis di Presbite non finiva lì, ma del suo prosieguo parleremo in una prossima Wikiperla dedicata agli sviluppi della sua vicenda.

Nel frattempo richiamiamo l'attenzione su alcuni passaggi di Pequod76 e di Piero Montesacro nella pagina di discussione, che evidenziano in modo esemplare il loro modo di comportarsi.

Il 17 ottobre, alle 16:16, Pequod scriveva:

"Allora non ci capiamo! Le immorali intenzioni di Stonewall non interessano, finché non fate che insinuare. Cacciate i "guarda caso" fuori di qui. L'utilità quale sarebbe? Nulla.
Presbite, ti sto solo invitando a mettere mano alla voce. Il tag P è imho legittimo, ma credo che anche tu sia più contento con una buona voce senza avvisi! E allora! :) Non fai prima a correggere? Io penso che anche in ns0 si nota quando c'è stata una battaglia pov: si notano le giustapposizioni e non è il massimo. Invece credo che abbiate modo e capacità per approfondire la questione e migliorare il tutto, con soddisfazione anche di Stonewall. Il mainspace è 0, non 1. --Pequod76(talk) 17:16, 17 ott 2011 (CEST)".

Questo commento è un capolavoro di Wikiviscidità.
Infatti Pequod:
- ha chiaramente affermato di non curarsi dell'immoralità delle intenzioni di Stonewall, liquidandole come insinuazioni (tenete a mente che molti utenti - e ne abbiamo fornito esempi nelle altre Wikiperle - sono stati puniti e cacciati per molto meno);
- ha ammesso che l'avviso apposto da Presbite era corretto (e quindi lui e Montesacro hanno sbagliato a toglierlo...) ma anziché fare mea culpa cercava di rigirare la frittata invitando a lavorare per migliorare la voce.

Poi, quando Presbite e Il Palazzo facevano notare che la malafede di Stonewall era ben più di una semplice insinuazione, Pequod passava direttamente alle minacce:

"Bene, allora su questi presupposti quello che dovete fare tu e Il Palazzo è tenere il tag lì e segnalare immediatamente Stonewall. Subito! Se non lo fate riterrò questa cantata un pretesto per insultare impunemente un utente della nostra comunità. Naturalmente vi ricordo che gli abusi di pagine di servizio non sono tollerati e tanto meno lo sono quanto più gravi le accuse. --Pequod76(talk) 18:11, 17 ott 2011 (CEST)".

Tradotto in parole semplici, significa: se segnalate Stonewall per una punizione, finirete per essere puniti voi.

Poco dopo, era la volta di Montesacro di dispiegare la sua minaccia. Replicando a chi suggerisce la rimozione del paragrafo incentrato sulle critiche a De Felice, scriveva:

"Eliminare il paragrafo immediatamente": purtroppo trova conferma l'ipotesi che facevo - per esorcizzarla - in risposta alla proposta di Theirrules. In altre parole 'è vietato inserire osserviazione critiche su De Felice'. Questo è semplicemente inaccettabile, e non ha niente a che fare con Wikipedia. Con tutto quello che ne consegue per chi volesse confermare tale punto di vista [...]".

Analizziamo attentamente il commento di Montesacro.
Il "Mammasantissima" ha deciso da sé e per tutti:
- che ogni proposta di eliminazione del paragrafo incriminato equivale a una censura nei confronti delle critiche a De Felice;
- che ciò è nocivo per Wikipedia;
- che chiunque si esprima in tal senso ne pagherà le conseguenze.

In pratica, Montesacro ha impedito - con l'intimidazione - che si formasse un consenso favorevole alla cancellazione del paragrafo inserito (con malafede) da Stonewall.

E con questo chiudiamo la Wikiperla, ma se seguirete i link alle voci e alle discussioni indicate, scoprirete un mucchio di altre cosucce interessanti...

mercoledì 27 giugno 2012

Sanremofilo 2012

Il 4 giugno 2012 l'utente Sanremofilo è stato candidato alla carica di amministratore della Wikipedia italiana. La candidatura è arrivata giusto un anno dopo che lo stesso utente era stato proposto per la stessa mansione: allora correva il 5 giugno 2011 (probabilmente qualcuno su Wiki si è appuntato un promemoria a 365 giorni).

E proprio come un anno fa, Sanremofilo non ce l'ha fatta, nonostante abbia portato a casa ben 105 voti favorevoli, su un totale di 132 voti espressi. Per essere eletti, infatti, è necessaria una maggioranza dell'80%, una regola introdotta per sottolineare l'importanza delle funzioni svolte da un amministratore, che pertanto deve godere di un consenso pressoché unanime.
Del resto, i requisiti di voto sono piuttosto stringenti: occorre avere un significativo numero di edit e bisogna essere registrati su Wiki da alcuni mesi.
Chiaramente questi requisiti così stringenti hanno come conseguenza che basta un numero relativamente piccolo di voti contrari per mandare in buca un'elezione.
E dato che un amministratore è pur sempre un utente, che nel corso di anni di contribuzione si è inevitabilmente attirato un certo numero di antipatie - a torto o a ragione - da parte di altri utenti, succede che quel numero di voti contrari si concretizzi e aumenti nel tempo.

La soluzione più semplice sarebbe quella di favorire la partecipazione di un elevato numero di utenti al voto: se votassero centinaia, migliaia di utenti, sarebbe ben difficile che alcune decine di voti contrari determinassero l'esito di un'elezione.
Ma sulla Wiki italiana c'è chi è allergico alle votazioni (pericoloso sinonimo di democrazia e vera e propria minaccia al proprio potere) e così si fa di tutto per limitare al massimo la partecipazione degli utenti: le votazioni sono semi-nascoste ed è proibito pubblicizzarle o richiamare l'attenzione su di esse.

Ecco, allora, che puntualmente rispunta l'idea di abbandonare i voti e passare al consenso.
In tal caso, gli utenti (quei pochi che partecipano alla vita burocratica di Wiki) si limiterebbero a esprimere la propria opinione e spetterebbe a un sysop (un amministratore o un burocrate) valutare se c'è sufficiente consenso, stabilendo (a proprio giudizio) il peso e la validità di ciascun parere.

Dato che questo tipo di valutazione è soggettiva, il meccanismo consentirebbe di fatto di promuovere i candidati amici e di bocciare quelli scomodi, e sancirebbe il dominio assoluto della Wikimafia sul destino dell'enciclopedia libera.
Da tempo la Wikimafia tenta di far approvare questa modifica ai regolamenti che disciplinano le elezioni e le riconferme degli amministratori e non è un caso che anche questa volta la proposta sia partita da un suo esponente, Sergio Blackcat:


Blackcat ha affermato che esiste un gruppo di utenti che sistematicamente boicotta certe votazioni, quindi ha utilizzato questa circostanza per riproporre il passaggio all'elezione per consenso.
Peccato per lui che un altro utente, CPaolo79, ha fatto due conti e ha scoperto che l'affermazione di Blackcat è falsa, condividendo i risultati con gli altri utenti:


Blackcat, quindi, ha fornito dati fasulli nel tentativo di avallare la sua proposta.

Pensate che Blackcat sia stato punito?
Toglietevi dalla testa un simile pensiero. Alla prima occasione piuttosto hanno punito CPaolo79, che lo aveva sbugiardato! Questo il link al blocco comminato a CPaolo79, con una scusa banale (che vedremo più avanti).

In ogni caso, un buon numero di utenti ha nuovamente ribadito la propria contrarietà al passaggio al sistema del consenso, nel corso di una discussione così lunga e animata che ha richiesto l'apertura di una seconda pagina di commenti.

Secondo voi la Wikimafia si è rassegnata? Macché.
Ha aperto una terza pagina di discussione, questa volta seminascosta in una sandbox (ingegnoso espediente per evitare che la discussione sia partecipata agli altri ignari wikipediani) al fine di mettere a punto il nuovo regolamento di elezione!


Qui il link alla pagina, qui il link alla connessa discussione.

Quando CPaolo79 ha insistito affinché la discussione proseguisse in una pagina pubblica e non su una sandbox seminascosta, il poveretto è stato subito punito con un blocco (come si è detto prima).

Anche quest'altra pagina in sandbox, però, dopo lunghe discussioni si è arenata contro l'opposizione di utenti che non intendono permettere che la Wikipedia italiana passi definitivamente sotto il totale controllo della Wikimafia.

Ma non dubitate: la Wikimafia tornerà alla carica, sperando che prima o poi, magari approfittando della disattenzione degli utenti, si riesca a far passare l'oscena proposta.

Del, resto, era stato proprio Sanremofilo a preannunciare, durante un'altra votazione controversa (link):

Comunque vada a finire questa votazione (modalità che, si sa, risulta "dannosa"), mi pare di tutta evidenza che occorra ripensare ad un sistema di elezione alternativo: non si può andare avanti così. --Sanremofilo 14:31, 15 ott 2011.

Intanto, a margine di questa vicenda, segnaliamo questo intervento di Pequod (alias Pequod76):


Dopo l'ammissione di Sergio Blackcat sull'esistenza della Wikimafia, è giunta quella di Pequod sull'esistenza di una guerra civile su Wikipedia (proprio come abbiamo sostenuto fin dall'inizio).

Pian piano gli altarini si vanno scoprendo,  rivelando che abbiamo ragione su tutta la linea (del resto, non abbiamo mai fatto affermazioni che non fossero supportate dai link alle voci e alle discussioni di Wikipedia che le dimostrano): i conti tornano...

lunedì 17 ottobre 2011

Chi ha oscurato Wikipedia?

Tra la sera del 4 e il primo pomeriggio del 6 ottobre 2011 Wikipedia italiana è stata "oscurata".

Né gli utenti né i lettori hanno avuto accesso alle voci (ad eccezione della versione mobile, scampata al blocco per un disguido tecnico) e al loro posto compariva un lungo comunicato di protesta contro un disegno di legge in discussione in Parlamento, il cosiddetto "DDL Intercettazioni".

In particolare il comunicato attaccava un passaggio (il cosiddetto Comma 29) del disegno di legge che obbligava le testate giornalistiche e i siti informatici a pubblicare dichiarazioni (repliche) e rettifiche su semplice richiesta di qualsiasi persona che si ritenesse offesa dal contenuto di un articolo o di un testo, a prescindere dalla sua fondatezza.

La norma è stata subito duramente contestata dall'opinione pubblica e da numerosi esponenti politici e il 6 ottobre è stato approvato un emendamento che delimita la sua applicabilità alle sole testate giornalistiche regolarmente registrate.

Questo è il testo contestato del disegno di legge, tratto direttamente dal comunicato (file di backup) pubblicato su Wikipedia la sera del 4 ottobre 2011:

«Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.»

Ma questa norma può concretamente applicarsi a Wikipedia? Assolutamente no.

Infatti, su Wikipedia non ci sono né responsabili né gestori, ogni contributore è l'unico responsabile di ciò che scrive, ognuno ha il potere di controllare, modificare e correggere quanto è stato scritto da altri utenti e nessuno, infine, ha l'obbligo giuridico di pubblicare una replica o una rettifica.

Le eventuali responsabilità legali quindi ricadono sui singoli contributori che dovessero eventualmente ledere i diritti di terzi o infrangere le leggi vigenti.

Anche le figure degli amministratori hanno il potere - ma non il dovere - di intervenire su qualsiasi contenuto ingiurioso, calunnioso o contrario alle norme di legge: nessuno risulta in alcun modo giuridicamente obbligato a ottemperare a un’eventuale richiesta di rettifica.

Infine l'apertura delle modifiche dei contenuti a qualsiasi utente garantisce la possibilità di intervento direttamente dalla parte "offesa" che può rettificare da sé il contenuto delle voci, inserendo anche nelle pagine di discussione commenti e segnalazioni su quanto rilevato e corretto.

Va considerato anche il fatto che la "sede legale" e i server di Wikipedia sono negli Stati Uniti e qualsiasi azione giudiziaria italiana in tal senso sarebbe subito respinta, in quanto le leggi americane non prevedono niente di simile e garantiscono il massimo pluralismo d'opinione.

La seconda domanda da porsi è se fosse proprio necessario adottare una misura così drastica come quella dell'oscuramento.
E anche in questo caso, la risposta è: assolutamente no.

Infatti era possibile inserire un "banner" in ogni pagina del sito, senza oscurarlo, proprio come è stato fatto nei giorni successivi.


Limitandosi a un banner, ogni utente e ogni fruitore avrebbero letto ugualmente la protesta, e Wikipedia sarebbe rimasta accessibile a tutti.

E' quindi evidente che qualcuno, con il pretesto di una fumosa minaccia (in effetti inesistente e comunque valutata senza una concreta ricerca di consenso), ha affermato che il disegno di legge rappresentasse una grave minaccia per Wikipedia e ha deciso che fosse necessario addirittura chiudere Wikipedia per protestare, attuando di fatto una protesta di natura politica che ha compromesso la neutralità di Wikipedia (o comunque autorizza qualsiasi forza politica a metterla in discussione).

Chi ha preso questa decisione? Il comunicato è firmato "Gli utenti di Wikipedia".
Il banner (inserito dopo la riapertura di Wiki) a sua volta dice:

"Il 4, 5 e 6 ottobre 2011 gli utenti di Wikipedia in lingua italiana hanno ritenuto necessario oscurare le voci dell'enciclopedia per sottolineare che un disegno di legge in fase di approvazione alla Camera potrebbe minare alla base la neutralità di Wikipedia."

E' una menzogna.

Ci sono oltre 670.000 utenti registrati su Wikipedia ma solo poche decine di essi sono stati informati di quanto stava accadendo e la decisione di oscurare il sito è stata presa da pochissimi individui.

Ricostruiamo quanto successo.

Alle 19:36 del 3 ottobre 2011, al Bar di Wikipedia compariva un commento postato dall'amministratore Vito (alias Vituzzu, vecchia conoscenza di Perle Complottiste che ne ha denunciato più volte i comportamenti autoritativi) con questo testo:


"Stringendo il discorso al massimo: il famoso Comma 29... rischia di mettere nei guai Wikipedia. Una contromisura è una forma di protesta molto forte da parte di wiki. La proposta è di chiudere per un giorno it.wiki facendo sì che si visualizzi solo questo comunicato (sul quale si accetta ogni genere di parere), previo (ovviamente) consenso comunitario e di WMF..."

Appena tre righe e mezzo buttate nella pagina del Bar, solitamente visitato da pochissimi utenti, per avviare una discussione su una decisione gravissima e senza precedenti, quale l'oscuramento di Wikipedia.

Si apriva quindi una votazione che raccoglieva appena 59 voti, quasi tutti favorevoli alla decisione ma non mancavano qualche perplessità e qualche voce dissenziente.

Quasi nessuno, e questo è un punto fondamentale, si rendeva conto che il testo del disegno di legge in discussione alla Camera non poneva alcun problema a Wikipedia.
Tutti - o quasi - si affidavano alla valutazione di Vituzzu, ossia a una premessa infondata, un punto di vista personale non sottoposto a consenso.

Sia come sia, votavano questi 59 utenti, in poche ore, e tanto bastava per decidere l'oscuramento di Wikipedia in danno di 670.000 utenti registrati e di milioni di lettori.

In realtà la decisione era stata già presa prima ancora della votazione.

Infatti la bozza del comunicato di protesta con l'annuncio dell'oscuramento con la data del 4 ottobre 2011, compariva sulla pagina personale di Vituzzu fin dalle ore 17:41 del 3 ottobre, ben due ore prima dell'annuncio al bar.


Il comunicato prendeva forma sulla pagina personale di Vituzzu (e quindi lontano dalla vista della stragrande maggioranza dei wikipediani) e veniva spostato nella pagina pubblica soltanto alle 19:45 del 4 ottobre 2011, appena quindici minuti prima di procedere all'oscuramento di Wikipedia.


Ovviamente, a Wikipedia oscurata, gli utenti che non facevano parte della ristretta cerchia che ha deciso l'oscuramento (e che ha continuato tranquillamente a gestire l'intera vicenda operando sui canali di chat che non lasciano traccia sulla cronologia...) non potevano intervenire nemmeno per dire la loro su quanto tempo Wikipedia avrebbe dovuto restare in quelle condizioni.

Nella prima bozza del comunicato si parlava di un giorno di oscuramento.
Come abbiamo visto, sono diventati tre.
Soltanto il 5 ottobre agli utenti veniva consentito di partecipare a una discussione aperta adducendo improbabili "problemi tecnici":

"Ora questa pagina è aperta a tutti gli utenti autoconvalidati, scusate il ritardo, ma ci sono stati una serie di problemi tecnici."

Quali problemi tecnici? Basta dare un'occhiata alle cronologie delle voci e a quelle dei contributi utente per scoprire che gli amministratori hanno tranquillamente continuato a operare sulle pagine per tutto il tempo in cui Wikipedia è rimasta oscurata. Quindi sono stati penalizzati solo gli utenti e dato che gli amministratori (almeno così dicono) sono utenti come gli altri, qualcuno dev'essersi impegnato non poco per bloccare l'accesso alle pagine ai soli utenti non amministratori.

Rimane che gli utenti e i lettori si sono trovati di fronte al fatto compiuto.
Molti di loro, leggendo che Wikipedia rischiava di scomparire per effetto del disegno di legge e che la decisione di oscurarla era stata presa dalla "comunità", hanno manifestato la loro approvazione all'iniziativa.
Dubitiamo, però, che le cose sarebbero andate nello stesso modo se la decisione fosse stata preceduta davvero da una discussione trasparente e partecipata della comunità.

C'è cascata anche la Wikimedia Foundation, che ha pubblicato un comunicato di solidarietà:


Nel comunicato si legge che la decisione è stata presa dalla comunità di Wikipedia italiana (ma abbiamo visto che non è esattamente così) e che non è stata una decisione presa alla leggera.

Ebbene, anche questo non è vero.
Infatti sappiamo come sono andate le cose grazie a uno scambio di battute tra due utenti, Nappy (che ricostruisce gli eventi) e Pequod (che è stato uno dei protagonisti):


"Nappy: Permettete che provi a ricostruire sinteticamente i soli fatti: si apre la discussione Comma 29 al bar e tutti, o quasi, sono favorevoli all'oscuramento (per il metodo del consenso non serve né il raggiungimento di un quorum, né una votazione precisa tipo sì-no: basta un compromesso molto condiviso). Nel frattempo qualche admin chiede informalmente pareri a WMF e ottiene da loro consensi informali che comunica ai colleghi (poi ad oscuramento compiuto la Fondazione formalizza rapidamente a livello pubblico). Si costruisce tra utenti, collaborativamente, il comunicato. Ad un certo punto, basandosi sulle indicazioni di orario risultanti dalla discussione Comma 29, gli admin (discutendo sul da farsi in spazi ad accesso limitato, tipo mailing-list) desumono indicativamente l'orario in cui iniziare l'oscuramento, desumono la durata indicativa dello stesso e le modalità. E agiscono di conseguenza. Finita la durata indicativamente prevista per l'oscuramento, gli admin riaprono [...]

Pequod76: Ciao sNappy, imho la tua ricostruzione è sostanzialmente corretta. Io ad es. credo di aver intercettato questa intenzione nel chan di itW. Ho dato un'occhiata a WP, dove se ne parlava, ho visto entusiasmo a mille per l'emozione di una intenzione fortemente unitaria. Mi sono lanciato nella traduzione del comunicato allo spagnolo, mi sono messo in contatto con il chan di esW per una revisione di madrelingua... Insomma, ho idea che tutto sia accaduto come in un incendio. Chi tecnicamente rendeva operativo il blocco non lo decideva più di me e degli altri utenti che non saprebbero farlo. A ciascuno il suo. Non ricordo di essere stato particolarmente lucido in quel momento e probabilmente tutti eravamo come instupiditi, ma assieme. E non possiamo nasconderci che lo sciopero è stato un grande successo ed è stato un successo perché le nostre intenzioni sono state sostanzialmente intese in modo corretto. Dalle "alzate di mano" su facebook non ci si può aspettare più di tanto dal punto di vista "semantico". Le due incomprensioni fondamentali della rete: 1) pensare che wp stesse per essere chiusa da Emilio Fede; 2) pensare che il nostro sciopero derivasse da una interpretazione "indovinata" della norma. Quanto alla cosiddetta "strumentalizzazione politica", neppure i giornali di destra hanno avanzato dubbi di protesta "partigiana": non mi sembra che sia nato questo equivoco; solo Il Tempo, nelle parole del saggio Alberto Di Majo, esprime la speranza che gli strafalcioni di wikipedia possano sparire e che si possa leccare la polvere della Treccani in pace, dorsi di libri e conversazioni dotte e senza fonte.
Sicuramente chi si è esercitato dopo a riconsiderare il tutto, avrà avuto tempo di immaginare le cose come andavano fatte se eravate furbi / avete sbagliato tutto. Ma la protesta non ha funzionato così, è andata per contagio, non per programma eversivo: prima sembrava più "gettonato" uno sciopero degli admin. In realtà lo sciopero degli admin non è mai stato seriamente preso in considerazione (io lo avevo esplicitamente proposto). Sono contento che non sia stato fatto uno sciopero degli admin, perché questa protesta non è degli admin."

I grassetti sono nostri.
Altro che decisione ponderata. Ne hanno discusso nei canali riservati e quando la decisione era presa hanno messo su una discussione pubblica seminascosta alla quale hanno partecipato poche decine di persone.
E dalle parole di Pequod si evince che chi ha deciso e chi ha attuato la decisione assomigliava più a un branco di invasati che a gente con la testa sulle spalle che si fa carico di una simile responsabilità: "non ero lucido", "erano tutti instupiditi", "era un incendio"... Queste le parole con cui uno dei protagonisti ha descritto il processo decisionale.

Gente che si è improvvisamente sovreccitata al pensiero dell'immenso potere che poteva gestire (perché chiudere Wikipedia non è cosa da poco) e dell'impatto che ciò avrebbe avuto sull'opinione pubblica.
Un po' come mettere un lanciagranate nelle mani di un bambino di 5 anni.

Questo è successo su Wikipedia, fra il 3 e il 4 ottobre 2011.
A prescindere da qualsiasi valutazione a posteriori sull'efficacia della protesta e da qualsiasi giudizio sul disegno di legge contestato, i fatti che abbiamo documentato evidenziano:
  1. Uno sparuto gruppo di amministratori e utenti ha discusso, in area riservata e con febbrile eccitazione, dell'oscuramento di Wikipedia come forma di protesta contro il disegno di legge che prevede l'obbligo di ospitare le rettifiche;
  2. Il gruppetto di cui sopra sostiene (senza che questa valutazione sia passata attraverso una seria ricerca di consenso) che quel disegno di legge minacciasse Wikipedia;
  3. Sempre lo stesso gruppetto ha deciso di oscurare Wikipedia come forma di protesta, ignorando tutte le altre forme di protesta possibili;
  4. Il gruppetto non ha fatto nulla per acquisire un vero consenso, non ha messo avvisi né ha mandato mail agli utenti, anzi ha incanalato la discussione in spazi che non erano accessibili e ha oscurato l'enciclopedia impedendo agli utenti di esprimere la propria opinione anche dopo l'inizio dell'oscuramento;
  5. Il gruppetto ha pubblicato un comunicato che trae in inganno i lettori, dando per scontato che il disegno di legge avrebbe danneggiato Wikipedia e affermando che la decisione di oscuramento era stata presa da tutta la comunità;
  6. Come qualcuno ha fatto notare, la protesta rischia di ottenere proprio l'effetto che diceva di voler scongiurare: se pochi amministratori possono decidere per tutta la comunità e chiudere Wikipedia a proprio piacimento, dimostrano di essere titolari di un potere che automaticamente comporta responsabilità giuridiche.
E non è tutto.
Nella pagina di discussione sul comunicato di protesta, c'è un avviso che fa riflettere:


Leoman3000 e Too (nome utente Tooby) scrivono su una testata giornalistica online registrata (Diritto di Critica, asseritamente registrata presso il Tribunale di Roma, autorizzazione n. 18/2011), proprio quel genere di testate a cui è propriamente destinata la norma contestata da Wikipedia.

Leoman3000, lo dice la sua pagina utente, è amministratore di Wikipedia dal luglio del 2006.
Tooby (pagina utente) è "amministratore di Wikipedia... Wikinotizie e Wikiversità".
E' su Wiki dall'aprile del 2005.

Si tratta di due "pezzi grossi" di Wiki ed entrambi avevano un interesse personale e diretto nella questione.
Infatti Tooby si è speso per prolungare oltre le 48 ore l'oscuramento di Wikipedia mentre Leoman3000 si è affrettato a scrivere un articolo di sostegno a Wikipedia sulla testata giornalistica Diritto di Cronaca e si è "autolinkato" nell'apposita pagina dedicata alle reazioni mediatiche.

Alla faccia della neutralità di Wikipedia.
E' vero che hanno inserito l'avviso che abbiamo illustrato poco sopra (giusto per prevenire contestazioni sull'autopromozione del link), ma resta il fatto che la decisione di oscurare Wikipedia e di prolungare l'oscuramento ben oltre le previsioni iniziali è stata presa da poche persone e su essa ha pesato l'influenza di amministratori di lungo corso che avevano un interesse personale a tutelare siti di informazione commerciali.

Per ora chiudiamo qui l'argomento, ma torneremo presto a esaminare altri aspetti e comportamenti connessi a questa vicenda.



IL COMMENTO


Pubblichiamo qui i commenti di SANDROBT, amministratore di Wikipedia, con la nostra replica.

PARTE 1

Mi fa piacere che almeno qua ci sia uno spazio per i commenti.

Sì, ce ne siamo accorti, a giudicare dal numero di commenti che hai inserito!

Il fatto che il Comma 29 non abbia conseguenze su Wikipedia e' una tua opinione, supportata solo da tue considerazioni personali. La situazione invece mi pare essere molto meno chiara di come la dipingi e per chiarirla servirebbe qualche parere legale ben piu' autorevole della tua opinione.

Un momento. La nostra è un'opinione. Ma questo è un blog. Anche la vostra è un'opinione. Ma voi avete chiuso Wikipedia!
Il parere legale autorevole avreste dovuto chiederlo voi!

Tra l'altro, le tue considerazioni si basano anche su dati scorretti: non tutti i server sono negli Stati Uniti, 2 su 4 sono in Olanda come puoi leggere qua (e controllare qua).

Le nostre considerazioni valgono lo stesso anche se due server stanno in Olanda.

Inoltre, la situazione delle policy e dei server (cfr.) e' molto simile anche per nonciclopedia, eppure 3 loro amministratori sono stati convocati dalla polizia postale. Quindi c'e' sicuramente la possibilita' di rivalersi sui singoli utenti/amministratori senza bisogno di passare per gli Stati Uniti o altrove (questo ovviamente e' stato fatto senza bisogno di appellarsi al Comma 29, ma il punto da cogliere e' che e' scorretto pensare che il comma non abbia effetto perche' i server sono, anzi, sarebbero negli USA).

Il caso di nonciclopedia è del tutto diverso, perché si trattava di un reato penale, la diffamazione, e giustamente la Polizia Postale fa quello che deve per individuare i responsabili. Wikipedia italiana vuole abolire anche il codice penale o il reato di diffamazione?

Sul processo decisionale, dimentichi di dire che c'erano state parecchie altre discussioni al bar sull'argomento (anche incredibilmente partecipate per gli standard wikipediani, si veda per esempio il numero di firme al comunicato di protesta di un anno fa).

Bravi. Per un semplice comunicato di protesta avete raccolto firme e ottenuto ampio consenso. Per chiudere Wikipedia avete fatto tutto in sordina.

Il consenso e' sempre stato a favore di fare qualcosa e piu' ci si avvicinava alla discussione alla Camera del provvedimento piu' questo consenso cresceva.

Certo. E' arrivato a quota 59 votanti...

PARTE 2

Inoltre, il dato sul numero di utenti che hai fornito (670.000) e' viziato dal SUL (gran parte delle utenze sono in realta' registrate e attive in altri progetti di Wikimedia) e da eventuali sockpuppet (io ad esempio ho tre sock registrati: Sbt e Sandro_bt per evitare registrazioni maliziose e "Utente:Sockpuppet_di_Sandrobt_ (a_scopo_di_prova)" creato per fare dei test sulle preferenze).

A dire il vero il dato lo fornite voi, in prima pagina. Anzi lo sbandierate.
Se è un dato fasullo, vuol dire che prendete in giro chi vi legge.

Il dato sulle utenze da prendere in considerazione sarebbe quello delle utenze attive. Ad esempio, il numero di utenti con almeno 100 contributi in un certo mese e' molto piu' basso, circa 450 (2.900 se invece si contanto gli utenti con almeno 10 contributi).

E che vuol dire "il numero di utenti con almeno 100 contributi in un certo mese"?
Uno può anche decidere di mettere un solo contributo al mese, o di non fare un accidenti di niente quel mese perché così gli gira. Resta pur sempre un utente registrato, e anche attivo. Più attivo di tanti amministratori che continuate a tenere nonostante siano latitanti per mesi.

Quanto a Leoman e Tooby, non hanno avuto alcun ruolo particolare nelle proteste (e non ho ben capito perche' sostieni che siano "due "pezzi grossi" di Wiki") e hanno espresso la loro opinione come gli altri, cosa che puo' fare chiunque (purche' mantenga toni civili ed eviti attacchi personali). Tra l'altro, nessuno dei due aveva espresso la propria opinioni nella discussione che ha portato allo "sciopero", ma solo nelle discussioni successive.

Questo non lo sapremo mai. Perché avete discusso in chat, e non in una pagina di discussione. Abbiamo documentato chi sono e ciò che hanno scritto i due, i lettori sapranno giudicare.

PARTE 3

Infine, vedo che sui problemi tecnici metti in dubbio le parole che ho scritto in cima alla discussione sulla durata.

Sì. Lo mettiamo in dubbio.

Ti posso assicurare che problemi invece ce ne sono stati e l'apertura e' stata ritardata di qualche ora principalmente perche' per motivi a me ignoti (e credo anche agli altri) non si riusciva a far funzionare la whitelist. Dopo varie prove (verificabili nella cronologia della whitelist) rivelatesi infruttuose si e' deciso di seguire un'altra strada (modifcando la blacklist e lasciando potenzialmente attaccabili alcune pagine) e si e' aperta la discussione.

Questo è quel che succede quando si pasticcia con una piattaforma progettata per essere libera e aperta, e non per essere gestita e chiusa a piacimento di pochi.

Inoltre, il blocco in lettura in realta' era aggirabile da tutti: disabilitando i js e i css tutti i testi risultavano leggibili.

Certo. Tutti sanno cosa sono i js e i css e come si disabilitano. E' la prima cosa che ti insegnano all'asilo...

I blocchi in modifca invce non si applicano mai agli admin che possono sempre modificare le pagine protette (perlomenoi lo possono tecnicamente fare). Alcuni admin (una decina), tra cui io, hanno modifcato i propri css personali e hanno fatto qualche altro edit, ma tutto questo e' stato fatto col solo scopo di poter fare le poche modifiche necessarie durante lo sciopero (comunicati in altre lingue, rendere visibili e, successivamente, editabili alcune discussioni, ...).

Bravi. Avete bloccato tutti gli utenti e i lettori, e voi avete continuato a fare quel che volevate. Per il bene comune, si intende...

Qualche altra modifica e'effettivamente scappata: un paio di admin hanno fatto 2-3 edit su voci (edit non di contenuto, ma semplici fix), ma sono stati ripresi subito e hanno immediatamente smesso.

Accidenti. Li avete "ripresi". Ma la vostra era una protesta o un colpo di stato?

Infine, se qualche utenza ha dato il proprio parere su una discussione finche' quella era ancora protetta e' stato esclusivamente per disguidi causati dai problemi tecnici di cui sopra.

Ma bravi. Se qualcuno ha potuto esprimere il proprio parere è stato solo per un disguido tecnico! Ti rendi conto di cosa stai dicendo? Avete chiuso Wiki, avete calpestato il diritto di milioni di lettori e utenti di accedere a quella risorsa, avete bacchettato gli amministratori che non hanno seguito le vostre istruzioni e impedito a chiunque di commentare (disguidi tecnici a parte).
E' questo il vostro modo di intendere la libertà e di difenderla?
Al vostro confronto Pol Pot era un attivista di Amnesty International.

Infatti, gia' da un po' si era deciso di aprire una discussione,

Quanto siete umani...

cosi' quando quella pagina e' stata resa visible alcuni hanno pensato fosse liberalmente editabile

Poveri illusi...

visto che per le pagine protette tramite blacklist gli admin non vedono alcun avviso della protezione, ne' dal log risultavano protezioni (e questo si puo' capire chiaramente notando che un admin ha protetto la pagina agli utenti anonimi, chiaro segno che non sapeva fosse totalmente protetta).

Chiaro segno che avete combinato un gran casino.

Spero di aver reso piu' chiaro come si sono svolti i fatti e spero che questo commento sia giudicato "idoneo".

Perfettamente.

Sandrobt

P.S. Lasciami chiudere con un'unica nota personale:

Figurati. Dopo quanto hai scritto, è il minimo.

non credi che questo articolo non pecchi a sua volta di complottismo?

Che c'entra il complottismo? Qui siamo su Wikiperle, non su Perle Complottiste.
Non abbiamo detto che il vostro è un complotto. Abbiamo detto (e mostrato) quello che avete fatto. Punto e basta.

E' importante citare sempre ogni fatto con precisione e non partire subito con l'idea preconcetta che ogni cosa sia stata fatta in malafede

Forse tu sei stato in buona fede, visto che hai voluto sostenere le ragioni di quella decisione. Forse anche altri sono stati in buona fede.
Il punto è che pochi hanno deciso per molti. Peggio ancora: hanno calpestato la libertà di lettori e utenti, impedendo loro di leggere e contribuire a Wiki.
Perfino se foste stati in molti, non avreste avuto alcun diritto di limitare la libertà dei lettori e degli utenti. Ma voi non eravate nemmeno in molti.
Il vostro comportamento è stato contrario alle regole di una società civile ed è stato assolutamente in linea con i comportamenti prepotenti che taluni dei protagonisti di questa vicenda hanno già sfoggiato in precedenza.

P.P.S. Il chan di itW, dove Pequod ha appreso l'intenzione della protesta, non e' affatto un canale riservato, ma e' il canale ufficiale di Wikipedia in italiano, IRC #wikipedia-it, ed e' aperto a tutti (wikipediani e non). Sono certamente d'accordo che le discussioni (specie quelle importanti) e' sempre meglio farle sulle pagine di discussioni di Wikipedia (che restano nel tempo), ma mi sembra naturale che per decisioni da prendere in tempi relativamente rapidi (decidere qualcosa in 2-3 giorni non e' certo la norma in it.wiki) si sia discusso anche su uno strumento piu' immediato come la chat di Wikipedia (che, ribadisco, e' aperta a tutti).
Sandrobt

Non prendiamoci in giro. La chat comprende canali, come quello per i sysop, ai quali non possono accedere gli utenti. Inoltre consente comunicazioni con messaggi privati tra utenti. Infine, non lascia tracce.
2-3 giorni non sono un tempo breve, soprattutto se, come hai detto sopra, della faccenda si discuteva già da un anno.

Grazie per averci scritto. Il tuo commento è riportato integralmente nell'area commenti, qui sotto. Qui abbiamo voluto risponderti punto per punto.

venerdì 18 maggio 2012

Guerra civile su Wikipedia

L'immagine di apertura qui a fianco mostra alcune fotografie che abbiamo fatto a un libro di storia utilizzato regolarmente nel programma scolastico 2011/2012 per alunni della terza media. Si tratta di Storia Contemporanea 3 (link all'edizione digitale) edito da Edizioni Atlas.

In particolare, nei due riquadri sono evidenziati il titolo del paragrafo dedicato alla Resistenza italiana durante il nazifascismo, sotto il quale occhieggia la scritta "La Resistenza: una guerra civile", e alcune righe di un paragrafo dedicato alle rappresaglie naziste, nel quale l'azione partigiana di via Rasella (Roma) viene tranquillamente definita "attentato".

Decine e decine di migliaia di studenti italiani, ogni anno, studiano quindi che la Resistenza fu una guerra civile (e del resto, la definizione ha una sua innegabile logica fattuale) e che alcune azioni partigiane furono condotte con modalità tipiche dell'attentato (fu questo il caso di via Rasella, in cui i partigiani fecero esplodere un ordigno al passaggio di un reparto di fanteria tedesca).

In tutto questo non c'è niente di strano e non c'è persona normale che perderebbe un solo secondo di tempo a chiedersi se "guerra civile" e "attentato" siano termini idonei a rappresentare quelle vicende, perché sono termini utilizzati quotidianamente per descrivere fatti analoghi, assieme a tanti altri sinonimi.

Su Wikipedia, però, non funziona così.
I log della voce "Guerra Civile in Italia (1943-45)" mostrano che essa è stata creata, cancellata, protetta, spostata e animatamente discussa per molti mesi, con motivazioni di inaudita banalità: da un lato c'era chi sosteneva l'opportunità di una voce che analizzasse uno degli aspetti più bui di quel periodo storico, che vide italiani contrapposti ad altri italiani (non solo partigiani contro fascisti, ma anche partigiani contro partigiani); dall'altro c'era chi sosteneva che la definizione di guerra civile fosse scorretta e nascondesse un intento revisionista.

Addirittura a un certo punto si tentò perfino di cancellare la pagina dalla sandbox personale dell'utente Pigr8 che vi stava lavorando al fine di tener conto di alcuni rilievi.

Parimenti, la voce sull'Attentato di via Rasella è dibattuta da almeno cinque (!) anni! Sì, tanto ci è voluto solo per deciderne il titolo: si deve chiamare Attentato o Attacco? Nel dubbio, per qualche tempo la voce è stata nominata Fatti di via Rasella!
Ecco le varianti:




E' evidente che questi ridicoli accapigliamenti sono il sintomo di una contrapposizione fra gruppi di utenti e amministratori, che si ripercuote sulle nomine e riconferme dei sysop e si ripropone quando c'è da comminare sanzioni: agli amici si perdona tutto, ai nemici si applica la massima punizione.
E difatti c'è chi osserva il comportamento di ogni utente al fine di catalogarlo: amico, nemico, neutrale. Fascista, comunista o liberale. Cattolico, ateo o agnostico.

Per queste ragioni, le votazioni per gli amministratori e le segnalazioni disciplinari ("UP", nel gergo wikipediano) consentono di "leggere" gli schieramenti e di individuare le trame delle alleanze.

Facciamo un esempio.
All'utente Neperiano, che aveva votato contro l'amministratore Piero Montesacro, fu contestato di "apparire" su Wikipedia solo quando c'era da votare (ne abbiamo parlato nella Wikiperla sul caso Neperiano).
Nonostante Neperiano non avesse infranto alcuna regola di Wikipedia, fu sottoposto a un processo sommario ed espulso.
Ebbene, c'è un altro utente, Demart81 (ma potremmo fare altri esempi) che ha ufficialmente dichiarato di aver chiuso con Wikipedia, e difatti non contribuisce più da circa un anno, ma interviene regolarmente giusto quando c'è da votare nelle nomine e nelle riconferme per gli amministratori:


Si tratta di un comportamento decisamente più smaccato di quello contestato a Neperiano, eppure Demart81 non è mai stato processato o sanzionato per questo.
Come si spiega? Perché il povero Neperiano fu processato e espulso e Demart81 è ancora lì?
La risposta è semplice: Demart81 aveva votato a favore per la riconferma di Piero Montesacro nel ruolo di amministratore.

E' in queste logiche da guerra civile che si rinviene il motivo per cui AndreaFox non è stato eletto amministratore, una vicenda di cui abbiamo parlato nella precedente Wikiperla.

Ricorderete che in quella circostanza l'utente Sergio Blackcat, che assieme a Piero Montesacro, a Vituzzu, a Pequod e ad altri, è un esponente di rilievo della Wikimafia, disse chiaro e tondo che AndreaFox non poteva diventare amministratore perché andava contro l'establishment, ossia la "famiglia" (e difatti, guarda caso, AndreaFox aveva votato contro Piero Montesacro...).

Ebbene, è successo che dopo la pubblicazione della citata Wikiperla, proprio Sergio Blackcat ha sentito il bisogno di commentarla (nel caso in cui i commenti non siano più disponibili, a questo link c'è una copia di backup). E a un certo punto ha scritto (grassetti nostri):

Blackcat 11 maggio 2012 12:16

Allora, tanto per cambiare e non farci mancare niente, tu lo sai cosa dice il vecchio adagio, no? «Se vuoi litigare, discuti di sport; se vuoi fare una rivolta, discuti di politica; se vuoi fare una guerra, discuti di religione». Sostituisci, in Italia, «sport» con «calcio» e hai i tre progetti a più alto rischio di infiammabilità. Se tuttavia le legnate che si scambiano sul progetto Calcio sono al più scazzottate da campanile, i progetti Storia e Religione (anzi, Cattolicesimo) sono in mano a invasati (vedi i vari Demiurgo et alii che vogliono riscrivere la storia d'Italia del dopoguerra, e i vari AveMundi e compagnia cantando che vorrebbero cose da mentecatti come l'enciclopedicità automatica pure per colui che pulisce i cessi della residenza dell'arcivescovo).

Quella che tu chiami Wikimafia è invece la punta dell'iceberg di un certo mainstream (la vogliamo chiamare «maggioranza silenziosa»?) che mal sopporta questi scazzi. E lo fa vedere quando si mette in questione un amministratore come Vituzzu.

La democrazia: sai benissimo che il discorso della democrazia non esiste su Wikipedia. Wikipedia è democratica nella sua fruizione, non nella sua costruzione, altrimenti la Juventus avrebbe 30 scudetti su Wikipedia, tanto per fare un esempio, visto che è lecito supporre che, se gli juventini sono la maggioranza dei tifosi, tale percentuale deve essere in qualche modo riflessa anche sui contributori wikipediani. Wikipedia si basa sulla fiducia. Se un'utenza non garantisce fiducia, è inutile fare paragoni giuridici. In tribunale si è giustamente innocenti fino a comprovata dimostrazione della colpa (salvo errori umani di giudizio, of course): ma Wikipedia non è un tribunale, non è una comunità di recupero, non è un posto dove dare una «seconda possibilità», non è un gioco di ruolo, non è una palestra di diritti civili dove si possa fare il gioco di «sfidare il sistema» per metterne in luce le contraddizioni. Sappiamo tutti benissimo che Wikipedia è un sistema imperfetto, come tutte le società umane, non c'è bisogno di forzarne la serratura per dimostrare che la serratura non tiene: lo sappiamo, semmai lavoriamo per fare una serratura migliore.

Ancora: su Wikipedia i pareri si pesano, non si contano. Qualcuno in altro post l'ha trovato agghiacciante, ma è così. Non mi vergogno a ribadirlo. Su Commons ho accettato una candidatura ad amministratore ben sapendo che lì, pure se l'elezione è (come dovrebbe essere ovunque) a consenso e non a voto, la policy dice chiaramente all'inizio dei giochi che il burocrate di turno si riserva a suo insindacabile giudizio di non prendere in considerazione pareri (a favore o a sfavore) pretestuosi oppure da parte di utenze che non abbiano un significativo numero di edit per essere considerate sia affidabili che partecipi assiduamente. Io ho accettato di essere quindi sottoposto all'arbitrio finale di un burocrate, ma alla fine sono stato eletto amministratore. Auspico che questo sistema possa essere finalmente esteso alla Wikipedia in italiano, ma ti immagini cosa succederebbe? Credo che neppure voi di Wikiperle sareste teneri con un sistema del genere.

Quanto al tuo «se imparaste a fare le voci enciclopediche così come dovrebbero essere fatte», hai ragione nel merito ma non devi dirlo a me. Sai come fui definito da un mentecatto (lì è pieno) del progetto Cattolicesimo, qualche anno fa? «Un pasdaran delle fonti» perché mettevo i tag {{cn}} ovunque non vi fosse una menzione di fonte. Ho 10 voci in vetrina entrate senza contestazioni, anche se qualcuno definì «voci-sciacquetta» quelle che escono da progetti i cui membri non si prendono a mazzate ogni due per tre (sottintendeva «facile fare Wikipedia occupandosi di ornitologia, botanica o rugby»). Questo per dire che anche da parte dei wikipediani meglio disposti, quelli che auspicano concordia e pace e sereno dibattito tra i contributori, una voce viene considerata di meno se non nasce da uno scontro di testosteroni.

Ora, tra le varie cose scritte da Sergio Blackcat vogliamo sintetizzare quelli che - per quanto ci riguarda - sono i punti più significativi.
Innanzitutto, la Wikimafia esiste. Certo, non avevamo bisogno della conferma di Sergio Blackcat per saperlo, perché lo abbiamo dimostrato semplicemente mostrando ciò che succede quotidianamente su Wikipedia.
Sergio però ha anche suggerito che la Wikimafia è la punta di un iceberg, e quell'iceberg è una maggioranza silenziosa di utenti che si oppone all'azione di alcuni wikipediani che creano problemi su alcuni gruppi di voci sensibili.

Cosa significa?
A nostro parere, significa che un folto gruppo di utenti (non la maggioranza assoluta, ma la maggioranza di quegli utenti - e non sono poi tanti - che seguono discussioni, procedure, votazioni) sostiene un piccolo gruppo di altri utenti impegnati in prima linea a fare barriera contro un altro gruppo ancora di utenti (gli "invasati").

Riformuliamo in maniera più chiara: c'è un gruppo di voci sensibili (che riguardano essenzialmente la storia e la religione) rispetto alle quali si contrappongono due gruppi di utenti (evidentemente animati da opposte visioni ideologiche): uno più grosso ("maggioranza silenziosa") e uno più piccolo ma agguerrito ("invasati"). Il gruppo più grosso appoggia, pertanto, una squadretta di utenti e amministratori (quelli che noi definiamo Wikimafia) che combatte in prima linea contro il gruppo più piccolo.
Da un altro commento di Sergio Blackcat si evince che la "maggioranza silenziosa" coincide grosso modo con gli utenti che hanno votato a favore della riconferma dell'amministratore Vito (Vituzzu) e - aggiungiamo noi - di altri amministratori (come Piero Montesacro).

Semplificando ancora, anche alla luce degli altri commenti scritti da Sergio Blackcat e di quanto emerso in varie discussioni su Wikipedia: esistono voci sensibili sotto attacco da parte di alcuni neofascisti e cattolici; alcuni amministratori e utenti, come Vituzzu, Montesacro, lo stesso Sergio, sono impegnati a difendere queste voci. Un folto gruppo di utenti li appoggia, perché giudica importante e fondamentale questo loro impegno.

Benissimo. Non fa una grinza.
Il problema (e in particolare il problema della Wikimafia), però, è un altro.
Nel momento in cui il "clan Vituzzu" si è dato la missione (apprezzabile e condivisibile) di difendere Wikipedia dalle incursioni di nazifascisti e di invasati, e ha incassato il sostegno (logico e comprensibile) di un largo numero di utenti, è successo che questa "cupola" ha cominciato a utilizzare il potere così ottenuto anche per fini diversi da quelli per cui gli è stato concesso.
Montesacro, ad esempio, lo ha utilizzato per aprire la strada ai complottisti sulle voci relative agli attentati terroristici dell'11 settembre del 2001 e per propagandare il terrorismo corso.
Vituzzu lo utilizza per imporre le proprie opinioni a destra e a manca e per portare avanti le proprie guerre personali contro alcuni utenti che gli stanno antipatici.
Quel che è peggio, la "cupola" ha iniziato ad incollare l'etichetta di revisionista e di nazifascista a tutti coloro che gli stanno sulle scatole, per giustificare all'elettorato la propria azione repressiva.
A sua volta l'elettorato (la "maggioranza silenziosa") continua a sostenere Vituzzu e la "cupola" anche quando commettono palesi ingiustizie, perché teme che in loro assenza gli "invasati" dilagherebbero incontrollati.

Questo spiega com'è nata la Wikimafia, perché gode di tanto appoggio, perché tanti utenti capaci sono stati cacciati dopo essere stati sottoposti a processi sommari con accuse infondate e perché su certe voci si verificano i problemi ai quali abbiamo fatto cenno in questa e in altre Wikiperle.

La cupola, avvalendosi di affermazioni come quelle ribadite qui da Sergio Blackcat (Wikipedia non è una democrazia, Wikipedia non è un tribunale e non riconosce diritti civili ai propri utenti) può tranquillamente imporre il proprio punto di vista su qualsiasi voce e discussione, eliminare gli avversari e potenziare gli alleati.

Ebbene, a noi questa logica non piace affatto.

Il rischio di incursioni da parte di questa o quella corrente ideologica non può giustificare gli eccessi e la prepotenza dimostrati da chi sta utilizzando i propri poteri per imporre le proprie opinioni (che talvolta, Montesacro docet, sono perfino peggiori di quelle che asseritamente si pretende di contrastare) su tutti gli altri utenti e anche per fini molto diversi da quelli per cui quei poteri sono stati concessi.

La storiella che Wikipedia non è una democrazia e non ci sono diritti civili, ci piace ancor meno.
La Wikipedia italiana è una importante fonte di informazioni, è ad accesso libero e si basa sulla contribuzione di tanti utenti di buona volontà che lavorano sodo e non chiedono nulla in cambio. Non è una proprietà privata e non è targata Tizio o Sempronio (altrimenti col cavolo che godrebbe del grandissimo sostegno morale ed economico, pubblico e privato, di cui attualmente gode).
Per quanto ci riguarda, su Wikipedia devono essere rispettati i principi fondamentali di una società civile e democratica, che vengono prima di qualsiasi regolamento e che oltretutto non sono in contrasto con nessuno dei pilastri.

Per puntualizzare poi, non è per niente vero che i diritti non valgono su Wikipedia. Valgono, ma soltanto per gli amici e per gli amici degli amici. Ne abbiamo prova proprio da Sergio Blackcat e dagli strascichi determinati dai suoi commenti.

Infatti su Wikipedia è stata aperta una richiesta di pareri sull'opportunità di "punire" Sergio per le affermazioni pesanti che ha indirizzato, qui su Wikiperle, ad alcuni wikipediani. Leggiamo alcuni spezzoni di interventi espressi in difesa di Sergio Blackcat:

Mi pare curioso dover rispondere su Wikipedia di comportamenti eventualmente tenuti in altra sede diversa da Wikipedia. Non intervengo ulteriormente perché su queste pagine rispondo solo di quanto eventualmente responsabile di quanto commesso su Wikipedia, sia a carico di altri utenti che del Progetto in generale. -- SERGIO (aka the Blackcat) 14:13, 13 mag 2012 (CEST)

(...) c'è una prova inconfutabile che il blackcat di quella pagina e il blackcat di wikipedia siano la stessa persona? (...) A questo punto prima di esprimere giudizi sarebbe opportuno attendere uno dei seguenti responsi: una pubblica ammissione da parte del Blackcat di wikipedia o una prova fornita dalla polizia postale. Dopo di che ci si può pure esprimere. O no? --188.217.13.237 (msg) 14:52, 13 mag 2012 (CEST)

(...) wikipedia non si può spingere a negare le libertà di espressione perché contraria al wikilove. Se c'è qualcosa che non va al di fuori del progetto, qualora ne sussistano i requisiti, ci penserà la polizia postale e non la comunità wikipediana che ha una finalità totalmente diversa. ----Avversariǿ - - - >(msg) 15:40, 13 mag 2012 (CEST)

(...) Naturalmente non possiamo essere certi che il Blackcat che scrive su Wikiperle sia lo stesso Utente:Blackcat qui: l'impersonazione è facilissima. Ma sono certo che Utente:Blackcat si dissocerà qui pubblicamente da quanto scritto da Blackcat, esplicitando di non essere lui quel commentatore e di non pensare quanto lì scritto. -- .mau. ✉ 19:11, 13 mag 2012 (CEST)

Tempo fa ho incontrato Senpai, gli ho detto che era uno stronzo. Mi prendo un blocco di 1 settimana per attacchi personali? Io nella vita fuori da WP sono completamente diverso da come sono in WP... che si fa? in riconferma qualcuno mi voterà contro perchè ho inneggiato alla monarchia o a Fidel Castro e quindi non sono più tendente all'imparzialità? Questo è uno di quei casi in cui la deriva che può prendere WP può essere davvero pericolosa. Ovviamente sono contro ogni nuova regola fidando ancora nel vecchio e caro buon senso. Ho sempre considerato grave quando si mischia vita fuori WP e WP. Balckcat mi ha insultato in un blog? lo vado a prendere a calci in bocca sotto casa --ignis Fammi un fischio 19:21, 13 mag 2012 (CEST)

Ho letto tutto e mi prudono i tastini. Se fosse stato possibile un CU ora avremmo Blackcat bloccato infinito senza passare dal via. Tuttavia il fatto che sia successo su un sito diverso (e non importa se è un sito che piace o meno, è comunque un luogo pubblico) ci mette nella condizione che giuridicamente si chiama "difetto di giurisdizione", è più o meno come se avessi ammazzato un po' di persone in Italia e fossi scappato in Brasile dichiarandomi perseguitato politico (chissà perché mi è venuto in mente questo esempio? boh), a quel punto non posso più essere toccato dalla giustizia italiana. (...) Cioè far passare questa a Blackcat (e, se devo essere sincero, sono certo che il Blackcat che si firma su wikiperle, sia esattamente lo stesso Blackcat che scrive su wikipedia) è veramente qualcosa di indigesto, ma ogni tanto è necessario ingoiare rospi per evitare di dover poi ingoiare vipere. - --Klaudio (parla) 19:23, 13 mag 2012 (CEST)

Ci fermiamo qui con le citazioni. E' del tutto evidente che Sergio Blackcat è stato salvato innanzitutto per "difetto di giurisdizione" e poi perché qualcuno ha anche eccepito l'insufficienza di prove certe che si tratti della stessa persona (eccezione invero ridicola, perché la stessa condotta di Blackcat ne dimostra l'identità). Queste sono considerazioni tipicamente giuridiche, proprie di un Tribunale: il diritto alla libertà di espressione, il diritto a essere condannato solo in presenza di prove certe, il diritto a essere giudicato nell'ambito della corretta giurisdizione... Come vedete, quando si vuole salvare una persona, i diritti saltano fuori eccome, anche su Wikipedia.

E ora torniamo per l'ultima volta alla voce Guerra Civile in Italia e al tentativo di cancellarla dalla sandbox (che è una pagina personale di prove) di Pigr8. Dopo una lunga discussione avviata proprio da Sergio Blackcat al fine di cancellare la pagina con la voce, è partita una votazione. Dopo circa una trentina di voti (di cui solo 11 favorevoli alla cancellazione) ecco cosa ha scritto Blackcat (grassetti nostri):

Facciamo il punto della situazione allo stato. Favorevoli alla cancellazione con motivazioni pertinenti e accettabili: 9 (si esclude chi dice "Testo POV", la Povveria di per sé non è causa di cancellazione); Favorevoli alla unione: 2; Contrari alla cancellazione con argomenti pertinenti: 1 (Frazzone). Gli altri commenti, di cui in questa sede si invita a non tenere conto in quanto argomentazioni non valide, vanno da "Persecuzione politica" (Demiurgo), "Cerchiamo di non essere l'ultimo giapponese che si arrese nel 1972" (Klaudio), "Non si capisce che fretta ci sia a cancellare" (Ribbeck), "La foga che vedo in alcuni di cancellare la voce mi convince a votare per il manteniment" (José Antonio, a parte che questa non è una votazione, e quello non è un argomento), "Non c'era e non c'è fretta. Lasciamo qualche settimana" (e perché? Bonty), "Fino ad ora qualunque lavoro è stato boicottato" (Pigr8), "non si butta un lavoro del genere" (EH101), "notevole e quanto mai attuale" (Italo) e "Non ha senso cancellare la sandbox di un utente esperto" (Il Palazzo). Ovvero tutte affermazioni che non spiegano perché 'sta voce dovrebbe stare qui. Dunque se un admin volesse procedere secondo consenso già ci sarebbero gli estremi per cancellare, stante l'insusssistenza delle motivazioni favorevoli al mantenimento. -- SERGIO (aka the Blackcat) 10:18, 29 ago 2011 (CEST)

Dunque, la stessa persona che ha chiesto la cancellazione della voce, ha buttato nel cestino della spazzatura praticamente tutti i voti/pareri contrari alla cancellazione, ritenendoli "non pertinenti"! E curiosamente, dopo aver fatto una vera e propria conta dei voti (chiaramente solo di quelli giudicati "pertinenti"), Blackcat dice che non si tratta di una votazione!
Questa è la Wikimafia di cui parliamo.

Ma la voce non è stata cancellata. Perché la "maggioranza silenziosa" di cui ha parlato Blackcat, evidentemente non è poi così "maggioranza" e tanto meno "silenziosa" come lui crede e spera.